27 giugno 2018

Caldaje, il nuovo web comic di Zerocalcare e Bevilacqua - IMPRESSIONE

Semplicità.
Questa è la caratteristica che trasudano i primi due capitoli di Caldaje, il nuovo webcomic di Zerocalcare e Bevilacqua.
La semplicità, quando si parla di questi due autori, è sinonimo di divertimento e qualità... ma vediamo più nel dettaglio di cosa parla il fumetto.


logo

Caldaje, come dice il sito da cui si può leggere gratuitamente, "è un webcomic a episodi fatto da due autori: Bevilacqua e Zerocalcare, un capitolo a testa, sotto forma di botta e risposta."
In altri termini, i due fumettisti creano un capitolo a testa di una storia unica descrivendo gli eventi che accadono dai rispettivi punti di vista, aggiungendo sempre qualcosa in più al racconto.

La trama, per ora, parla dell'ideazione di Caldaje stesso, quando Zero propose il progetto a Bevilacqua.
I fatti raccontati sono racchiusi in dieci pagine per capitolo, dove si vede marcatamente la differenza di stile dei due autori. Ciò non si esaurisce nel disegno, ma passa inevitabilmente per la narrazione stessa degli accadimenti. Per esempio l'arrivo di Zero a casa di Bevilacqua è stato rappresentato in modo diametralmente opposto dai due artisti: un po' come quando si litiga e si raccontano due versioni diverse di uno stesso evento, cercando sempre d'aver ragione.

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L'arrivo di Zerocalcare dal punto di vista di Bevilacqua


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L'arrivo di Zerocalcare dal suo stesso punto di vista

L'unico dubbio che avevo era: "riusciranno a raccontare una storia un episodio a testa con degli stili personalissimi? non verrà fuori un prodotto altalenante?"
Beh devo dire che per ora non sono affatto deluso del risultato, spero che la qualità possa migliorare sempre di più o che, almeno, resti invariata.
Non mi dilungo ulteriormente per non rovinare il piacere di scoprire questo webcomic a nessuno. 
Chiaramente consiglio Caldaje a tutti, sia a chi conosce bene i due autori che a chi non li conosce affatto (che poi è gratis, dategli una possibilità!).
A questo link è possibile leggere il primo capitolo (usciranno a cadenza tendenzialmente mensile).

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25 giugno 2018

In poche parole: Nioh per PlayStation 4 - IMPRESSIONE

Una delle rivelazioni del 2017 è Nioh, un souls-like hardcore ambientato nel Giappone feudale: il sogno di ogni videogiocatore appassionato del genere.


nioh
Logo del gioco

Samurai, combattimenti, armi, statistiche, parametri, boss fight e personalizzazione... questo è ciò che cercavo in Nioh, ed è esattamente ciò che ho trovato.
In questo titolo, ormai osannato dai più, impersoniamo un ex pirata inglese di nome William, impegnato nella ricerca di Edward Kelley, un alchimista che ha scoperto l'Amrita, una pietra capace di potenziare gli esseri umani. Il pirata parte per il Giappone feudale con lo scopo di riappropriarsi del suo spirito guardiano rubatogli da Kelley, seguendo la rotta di quest'ultimo. Lo attende una terra in piena guerra di successione al trono invasa dai demoni Yokai creati dall'alchimista, che vuole volgere il conflitto nazionale a suo vantaggio. Il nostro ex pirata, quindi, sarà costretto a farsi strada in un mondo corrotto e malato, tra demoni e samurai pronti a tutto pur di sopravvivere.

william
William

Ma non è tutto.
Il gameplay unisce Dark Souls, Bloodborne e Ninja Gaiden, quindi all'impianto tipico dei soul-like di casa From Software è stata aggiunta una spruzzatina di action vecchio stile. Il risultato è qualcosa di magico, si ha una libertà di approccio agli scontri da far accapponare la pelle. 
Katane, doppie katane, odachi, tonfa, lance, martelli e kusarigama sono le tipologie di armi principali, mentre archi, archibugi e scoppi sono le armi a lunga distanza.
Ogni arma melee può essere tenuta in mano in tre modi diversi: impugnatura alta, media e bassa, consentendo di adottare uno stile di combattimento appropriato per qualunque situazione.
William ha anche la possibilità di imparare il ninjutsu (arte ninja) e la magia Omnyo (classica magia nipponica), incredibilmente utili in battaglia, specie contro i feroci boss di fine livello.
A ciò va aggiunta l'arma vivente, un particolare potenziamento di qualche secondo che potenzierà a dismisura la nostra arma principale.

gameplay
Schermata di gioco

Il livello di sfida di Nioh è alto, molto alto
Per giocare senza chiedere aiuto ad altri giocatori bisogna completare tutte le missioni secondarie e livellare il personaggio con molta attenzione.
Si morirà spesso e volentieri, ma con pazienza e dedizione si può completare il gioco con immensa soddisfazione.

Sul fronte tecnico posso tessere solo lodi, in quanto Nioh gira tranquillamente a 60 fps su PS4
Si ha anche la possibilità di scegliere se avere una definizione maggiore (e 30 fps) o una definizione minore e una maggior fluidità... chiaramente invito tutti a scegliere quest'ultima opzione, visto che permette di giocare molto meglio.

Consiglio questo titolo solo ai giocatori più hardcore patiti di statistiche, numeri, parametri da potenziare e sfide estremamente difficili.
Nioh è una perla dell'ottava generazione, un gioiello più unico che raro, capace di reinventare un genere giovane come quello souls-like in modo del tutto originale, dandogli un taglio mai visto prima.
Si può trovare sia per PlayStation 4 che per PC.
Clicca qui per vedere un gameplay del titolo.

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Le immagini sono state scattate tutte da me da PS4.

21 giugno 2018

Very Pop Blog: Le estati di Kiral - EXTRA

Quest'anno Moz del Moz O'Clock ha dato il via ad una serie di articoli dedicati alle estati passate dei blogger. Ieri ho scoperto che il Conte (qui il suo articolo) e Cassidy (qui il suo articolo) hanno deciso di nominarmi per dare il mio contributo a quest'iniziativa.

Non perdiamo altro tempo, iniziamo!


estate
(Fonte)

In cosa consiste il tag?

1- Elencare tutto ciò che è stato un simbolo delle nostre estati da bambini, in base ai vari macroargomenti forniti;

2- Avvisare Moz dell'eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un commento a

3- taggare altri cinque bloggers, avvisandoli... ma dato che non so chi ha taggato chi e penso che bene o male tutti abbiano avuto modo di partecipare, non nominerò nessuno.

Pausa o non pausa, quest'articolo non poteva aspettare. Dalla settimana prossima dovrei tornare a pubblicare regolarmente, ma ho comunque deciso di far uscire questo post appena sono usciti gli scritti dei colleghi.

GIOCO IN CORTILE

Da piccolo non avevo un vero gioco estivo, eccezion fatta per quelli classici da spiaggia. 
Diciamo che, quando non ero al mare o in montagna, passavo i pomeriggi a correre in bici nella mia zona con i miei compagni di scuola o a giocare con loro infinite ore a Yu-Gi-Oh nel cortile sotto casa.

yugi
Le mie ultime carte di Yugi sopravvissute nel corso degli anni

GIOCO IN SPIAGGIA

Oltre ai classici castelli di sabbia, racchettoni e compagnia cantante, personalmente mi divertivo da matti a creare le piste per le biglie e a scavare buchi profondissimi con la paletta (almeno per entrarci fino alla vita!).

FUMETTO

Da piccolo non leggevo molti fumetti, principalmente prendevo un paio di Topolini belli sostanziosi e mi bastavano per qualche settimana di relax. Di base mi portavo sia al mare che in montagna il plico di compiti da fare e facevo quelli nei momenti in cui non ero in giro.


CIBO

Da amante dei ghiaccioli, ho sempre preferito uno di quelli rispetto ai classici Magnum, Cucciolone e Coni. Poi chiaramente la sera spesso si coronava la giornata con una coppetta di gelato al cioccolato fondente.


ghiaccioli
(Fonte)

CANZONE

Mi accontentavo di ciò che passava in radio o nei luoghi pubblici in cui andavo: canzonette estive ad hoc che "scadevano" a settembre. Tuttavia mi ricordo che per qualche anno, quando ero molto piccolo, ascoltavo a turbo-ripetizione Cha-La Head-Cha-La (la sigla originale di Dragon Ball, ecco il link per ascoltarla) direttamente dal mio mangiadischi portatile... non so assolutamente come facessi a portarmelo in giro, visto che non ci stava in tasca.

LIBRO

Nulla di speciale, leggevo le quintalate di roba che mi davano a scuola per le vacanze.

FILM

Non ho ricordi di film particolari che passavano d'estate, andavo a periodi indipendentemente dalla stagione. Harry Potter, Spiderman, Batman e film Disney/Pixar/DreamWorks monopolizzavano la mia attenzione ciclicamente.


uomo-ragno
(Fonte)

LUOGO

Assolutamente montagna (specie in Trentino), anche se ogni tanto toccava andare in spiaggia.
Il mare non mi ha mai entusiasmato più di tanto perché d'estate (e anche d'inverno, in realtà) cerco il freddo e la calma, non il caldo e il casino.
Amo le passeggiate nei boschi, i laghi e i rifugi: per me sono da sempre sinonimo di vacanza.

VIDEOGAME

Dai classici cabinati in sala giochi, o almeno i pochi che erano rimasti nei primi anni 2000, ai titoli PlayStation come Dragon Ball Final Bout (di cui ho parlato a questo link), le mie estati venivano colorate dai videogiochi in voga in quel periodo. 
Tuttavia c'era un titolo molto particolare che mi è rimasto in testa e che ho perso svariati anni fa, purtroppo. Si trattava di una specie di GameBoy Handheld di Dragon Ball dove bisognava solamente combattere contro Freezer. I personaggi e l'ambientazione erano tutti in bianco e nero, ma la grafica era stranissima ai miei occhi, essendo uno schermo LCD. Grazie ad un commento di Fabrizio di "Cent'anni di Nerditudine" ho trovato su Google un'immagine ed un video (ecco il link) di questo vecchio videogame del 1999.


dragon-ball
Ecco Dragon Ball Z: Battle for Namek in tutta la sua bellezza
(Fonte)

GIOCO DA TAVOLO

Uno e Monopoli (a cui sono sempre stato immensamente scarso) monopolizzavano le mie estati. Andavo fierissimo delle mie carte di Uno perché erano di Harry Potter e avevano degli effetti speciali fighissimi, come il poter vedere le carte di un avversario o il neutralizzare l'effetto di una carta avversaria.

GIOCATTOLO

Nulla di particolare, al mare giocavo con paletta e secchiello, mentre in montagna con quello che capitava... anche se ho avuto un periodo Lego non indifferente.

TELEVISIONE

La Sai l'Ultima, Chi Vuol Essere Milionario, Dragon Ball e Naruto di primo acchito direi che erano gli appuntamenti fissi da non poter perdere.

LIFE

Come dissi da Cassidy, non potrei mai dimenticare le giornate passate a giocare a basket con gli amici che vedevo solo nelle località montane che visitavo. Avevamo il "nostro" campetto e il nostro classico gruppetto che si riuniva per qualche settimana solo d'estate. Praticamente passavamo tutto il giorno al parco, quando era ora di pranzo stendevamo un telo da pic-nic e mangiavamo dei panini (questo lo facevo quando ero un po' più grandicello, probabilmente alle medie).

Bene, con questo posso chiudere l'articolo, visto che non ho sottomano una mia vecchia foto estiva.
Purtroppo non mi ricordo perfettamente cosa facevo da piccolo, specie nei primi anni di elementari... ho fatto del mio meglio!

dragon-ball
Accontentiamoci della copertina estiva del volume 3 di Dragon Ball Super

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14 giugno 2018

E3 2018: il mio best of - IMPRESSIONE

Nonostante la pausa che ho annunciato qualche giorno fa, non potevo non dire la mia sull'ultimo E3 conclusosi il 12 giugno con la conferenza Nintendo.
Tra l'altro ne ho approfittato per allestire una piccola collaborazione col collega W@lly della Geek League (clicca qui per leggere il suo articolo dedicato alle conferenze). 
Non ho seguito nulla in diretta, ma mi sono limitato a recuperare i trailer mostrati in un secondo momento.
Ecco quelli che mi hanno fatto saltare dalla sedia in preda alla gioia.


  • Jump Force (in uscita nel 2019): Con mia somma curiosità ho visto, rivisto e rivisto ancora il trailer di Jump Force, l'erede spirituale di J-Stars Victory Vs, un picchiaduro in tre dimensioni crossover tra tutti i personaggi dei fumetti principali di Shonen Jump. Il video di presentazione fornisce una classica giustificazione campata per aria (che non interessa a nessuno) per far incontrare Goku, Rufy, Naruto e Freezer catapultandoci immediatamente nel gameplay degli scontri. Il combat system mi sembra molto simile a quello di J-Stars (il quale ha come unica pecca la legnosità generale), ma le animazioni sono un po' più fluide e reattive. Il team di sviluppo ha utilizzato il motore grafico Unreal Engine 4 per dare un tocco di realismo in più all'estetica generale, visto che il tutto è ambientato anche nel nostro mondo. Per ora sono fiducioso, ma il rischio di inciampare sugli stessi errori di J-Stars è molto alto... Clicca Qui per vedere il trailer;

jf
(Fonte)

  • Ghost of Tsushima (ancora nessuna finestra di lancio annunciata): Giappone feudale e samurai sembrano andare per la maggiore in questo periodo, dopo l'effetto dirompente del celebre Nioh. Sucker Punch e Sony hanno deciso di cogliere la palla al balzo e di lavorare a Ghost of Tuschima, un videogioco ad impronta storica dove controlleremo un samurai nipponico alle prese con la guerra contro i mongoli. Il trailer mostrato all'E3 si concentra su una sessione di gameplay in cui è possibile vedere sia la pazzesca ambientazione che il combat system molto action e tendente al realismo. Graficamente non c'è nulla da dire: è da pelle d'oca. Sono estremamente fiducioso dell'operato dei ragazzi di Sucker Punch, già celebri per la serie di Infamous... Clicca Qui per vedere il trailer;

ghost
(Fonte)

  • Spider-Man (in uscita il 7 settembre 2018): quest'ennesimo trailer mi ha dato l'ulteriore conferma della qualità di questo nuovo Spider Man slegato dal MCU. Ormai c'è molto poco da dire, quindi lascio la parola al video (Clicca Qui per vederlo);

uomo-ragno
(Fonte)

  • Death Stranding (ancora nessuna finestra di lancio annunciata): il buon Kojima ha fatto un passo falso. Ebbene sì, anche il papà di Metal Gear può sbagliare e lo ha dimostrato con l'ultimo trailer della sua nuova creatura. Come al solito il video è molto criptico per lasciar spazio agli appassionati di speculare circa la trama, i personaggi e l'ambientazione, ma quando viene finalmente mostrato un po' di gameplay ho provato un misto tra noia e curiosità. Per carità, ora sappiamo qualcosa in più sul gioco e sull'obiettivo del protagonista, ma per otto minuti quest'ultimo non fa altro che camminare in zone differenti con una scatola sulla schiena... è un po' poco per il pubblico generalista dell'E3. Ho ancora fiducia in Kojima e nel suo team, ma questo trailer non mi è proprio piaciuto (Clicca Qui per vederlo);

death-stranding
(Fonte)

  • Sekiro - Shadows Die Twice: (in uscita nel 2019): finalmente sappiamo qual'è il nuovo progetto di From Software e Hidetaka Miyazaki (il padre dei Souls), ovvero un souls-like ambientato nel Giappone feudale che promette di evolvere la ricetta classica già vista in Dark Souls e Bloodborne. Dal trailer vediamo un gameplay molto rapido e a corta distanza... ma con qualcosa in più: sessioni stealth, schivate coi salti, trappole e il rampino con cui arrampicarsi. Se ludicamente non ho molti dubbi circa la qualità di Sekiro, li ho invece per quanto riguarda il fattore tecnico e, nello specifico, il frame rate. Ormai è arcinota la poca dimestichezza dello studio nipponico con l'ottimizzazione del frame rate, che spesso non regge i 30 fps stabili, quindi spero con tutto me stesso che l'esperienza maturata negli ultimi anni permetta loro di ancorare il titolo a 60 fps... Clicca Qui per vedere il trailer.

sekiro
(Fonte)

Nonostante tutto, però, resta un grande assente: Final Fantasy VII Remake.
Come dissi nell'articolo dedicato, speravo di vedere almeno un trailer di FFVII Remake, magari di un minuto soltanto... giusto per essere sicuri che il progetto stia procedendo degnamente. Nulla di tutto ciò è successo, non sappiamo nulla del titolo da mesi e mesi perché Square Enix ha deciso di concentrarsi sull'atteso Kingdom Hearts 3, in uscita ad inizio 2019 (ma chi ci crede più alle date di Square?)
Ormai penso che FFVII Remake vedrà la luce nel 2020 o direttamente nella prossima generazione di console... purtroppo.

In generale, almeno per quanto mi riguarda, non ci sono stati annunci particolarmente forti. Diciamo che il 2018 ed il 2019 saranno la calma prima della tempesta, dato che è ormai sostanzialmente assodato (ma non confermato ufficialmente) l'arrivo di PlayStation 5 tra il 2020 ed il 2021. Questi "ultimi" E3 saranno il canto del cigno dell'ottava generazione, un modo per rilasciare le ultime chicche per prepararsi alla nona.

Per leggere il punto di vista di W@lly, clicca qui!
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8 giugno 2018

Piccola pausa - EXTRA

Ebbene sì, è arrivato il momento di prendersi una pausa dalla scrittura.
I motivi sono molto semplici: sessione estiva d'esami e un infortunio domestico (un'ustione al piede procurata con dell'acqua bollente che necessita cure quotidiane).
In questo periodo, quindi, non ho voglia di scrivere articoli, la mia mente è proprio altrove.
Qualche volta ovviamente leggerò ciò che scriveranno i colleghi e mi farò sentire dalle loro parti, ma non qui su Gameocracy. 

Insomma, per qualche giorno o settimana sarò assente, ma non temete: ho moltissime idee in cantiere (tra cui la prossima parte della recensione di One Piece) a cui lavorerò nei pochi ritagli di tempo che avrò.

Alla prossima!

3 giugno 2018

Primissime impressioni su Devilman Saga - IMPRESSIONE

Dopo aver finito il primo numero di Devilman Saga mi sono sentito come quando finii il primo di Devilman: scosso e innamorato.
Go Nagai ha sfornato un altro capolavoro?

copertina
Copertina del primo volume

NON CI SARANNO SPOILER
Devilman Saga è un vero reboot del celebre manga del '72, scritto e disegnato da Nagai stesso.
Questo nuovo inizio per l'uomo-diavolo prende a piene mani alcuni macro eventi dell'originale, modificando tutto il resto.
A differenza di Grimoire (potete leggere l'articolo a questo link), Saga rispetta in toto lo spirito di Devilman, inserendo un messaggio sociale di fondo: una chiave di lettura ulteriore dell'intera opera.

yuki
Yuki Fudo

Citando la sinossi presente nel primo volume, "Go Nagai riparte da uomini e demoni, ambientando quest'ultimo arco narrativo nel 2025. Yuki Fudo, alla ricerca di misteriose civiltà passate, scopre sotto i ghiacci dell'Antartide un'avanzata tecnologia capace di forgiare l'armatura del Diavolo. Insieme al suo socio in affari Asuka Ryo e ad altre vecchie conoscenze dell'universo nagaiano, Yuki incontra nuovamente l'anima del potente demone Amon e si appresta a combattere l'ultima grande guerra, tra robot terroristi e mostri sanguinari."

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Insomma, abbiamo tutto ciò che amiamo di Devilman, calato in un contesto completamente diverso, fresco e ricco di spunti interessanti.
Non ci saranno più gli umani e i demoni classici, ma armature demoniache e robot assassini.
A condire il tutto c'è la denuncia alla guerra e alle armi di distruzione di massa, tema che si sposa perfettamente con l'ambientazione futuristica tratteggiata dal Maestro Nagai (e che viene trattato piuttosto bene).

armature
Prime teorie sulle armature

I disegni e la narrazione sono, come di consueto, eccezionali. Il primo volume, l'unico uscito per il momento, scorre liscio come l'olio e più di qualche volta strizzerà l'occhio agli appassionati di vecchia data (specie quando verrà introdotto Ryo).
Il nuovo Devilman Grimoire, al contrario, più che omaggiare il manga originale, lo prende e lo ripensa completamente, talvolta demolendone alcuni cardini.
Devilman Saga, invece, si "limita" a cambiare il contesto narrativo senza modificare i pilastri costitutivi fondamentali dell'opera del '72.

devilman
Prima illustrazione dell'armatura di Amon

Con queste premesse, Saga potrebbe raggiungere tranquillamente il livello dell'originale: Go Nagai non ha perso il suo tocco.
Puoi acquistarlo ad un prezzo scontato cliccando qui!
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2 giugno 2018

Un elogio a Macerie Prime Sei Mesi Dopo di Zerocalcare - IMPRESSIONE

Ho aspettato fiducioso questa seconda parte di Macerie Prime denominata "Macerie Prime Sei Mesi Dopo", scritta e disegnata da Michele Rech, in arte Zerocalcare... e sono rimasto più che soddisfatto del risultato.
Vediamo di cosa si tratta.

copertina
Copertina di Macerie Prime Sei Mesi Dopo
(questa è la versione Kindle acquistabile su Amazon)

NON CI SARANNO SPOILER
Dopo aver divorato la prima parte uscita nel novembre del 2017 (ed averci scritto un articolo), ho pensato d'aver letto la storia più bella di Zerocalcare... ma, col senno di poi, mi sbagliavo.
Lo dico chiaro e tondo: ad oggi questo è il suo fumetto più bello, non ha paragoni.

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Non ripeterò le cose che ho scritto nel precedente articolo, quindi andiamo subito al sodo.
I temi trattati da Macerie Prime Sei Mesi Dopo sono l'evoluzione naturale di quelli presenti in Macerie Prime. 
Se prima di parlava di conflitto emotivo e crescita interiore, ora si osservano i risultati delle scelte fatte precedentemente: si vede cos'ha in serbo la cruda realtà per i personaggi.
Oltre a ciò si tocca il macrotema dell'assenza di un vero futuro per le nuove generazioni, paragonandole ai trentenni d'oggi che hanno vissuto la crisi economica già da grandi (mentre i piccoli ci sono nati dentro e sono in un certo senso "abituati" a non avere prospettive).
Da qui si passa alla trattazione del suicidio, lo scossone finale di trama.

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Anche in Sei Mesi Dopo torna la "doppia storia", quella ambientata nel presente e quella ambientata in un futuro post-apocalittico, che funge da metafora narrativa per i temi presenti nel fumetto.
Il clima che si respira è un po' più teso rispetto a ciò che percepiamo nella prima parte, ma lo spirito tipico di Zerocalcare è ben presente e aiuta ad alleviare la tensione.


Consiglio vivamente la lettura di Macerie Prime (primo e secondo volume) sia ai neofiti che agli appassionati, con l'avvertenza di rispettare l'ordine d'uscita, in quanto, ovviamente, la storia è collegata.
Per sapere qualcosa in più riguardo al backstage dietro a questo fumetto, vi consiglio vivamente di leggere l'intervista a Zerocalcare del collega blogger di "Cent'anni di Nerditudine".

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1 giugno 2018

La scena più emozionante che ho letto in un manga (con spoiler) - RIFLESSIONE

Leggo manga da svariati anni e ho visto scene forti di tutti i tipi, violente e non. 
Chiunque penserebbe che le storie più impattanti le abbia lette sui seinen, magari su Berserk o Devilman... e in un certo senso è proprio così.
Tuttavia c'è una singola scena di un battle shonen, una singola vignetta che mi ha trafitto più d'ogni altra.

kenshin
Copertina del volume 28 di Kenshin Samurai Vagabondo
(Fonte)

CI SARANNO SPOILER PESANTI E NON CI SARANNO LUNGHE SPIEGAZIONI SU PERSONAGGI E TRAMA
Sto parlando del volume 24 di Kenshin Samurai Vagabondo, uno dei miei manga preferiti, capostipite dei battle shonen (insieme a Dragon Ball, Jojo e pochi altri) e padre spirituale di One Piece.

ULTIMO AVVERTIMENTO: DA QUI IN POI CI SARANNO SPOILER PESANTI 
La scena in questione si trova all'inizio del volume citato, dopo che Kenshin ha visto il cadavere di Kaoru, la persona a cui tiene di più, morta per mano di Enishi (anche se poi si viene a sapere che era una messinscena).
Nella sua testa emergono sensi di colpa talmente tanto forti che deciderà di scappare in un luogo sperduto, lontano da tutti, incatenando la sua spada a lama invertita.
Lo fa perché è convinto d'aver ucciso indirettamente Kaoru contribuendo a plasmare il carattere di Enishi dopo che non si sono più visti, e pensa di far del bene non usando più l'unica arma che possiede.
Gli tornano alla mente anche i ricordi di ciò che successe in passato a Tomoe, il che gli fa rivivere quegli agghiaccianti momenti.

La tavola di cui parlo è la doppia splashpage in cui vediamo Kenshin seduto con lo sguardo perso, in attesa di morire una volta per tutte.
Penso sia la prima volta in cui si vede il protagonista del manga completamente a pezzi, senza più alcuna volontà di vivere, emotivamente sbriciolato.
Non dimenticherò mai quell'espressione vuota e senz'anima che mi colpì talmente tanto che dovetti interrompere la lettura per processare tutte le informazioni.
Essendo abituato a vedere Kenshin sempre risoluto, sempre forte e sempre pronto a fare la mossa successiva per 23 volumi, osservarlo in quella situazione è stato come ricevere una pugnalata al cuore.

tavola
(Fonte)

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