30 maggio 2018

Ho letto Monolith edito da Bonelli - IMPRESSIONE

Pochi giorni fa ho letto Monolith, il romanzo grafico di casa Bonelli scritto da Roberto Recchioni, Mauro Uzzeo e disegnato da LRNZ (Lorenzo Ceccotti). 
Dall'idea originale di Recchioni è stato tratto anche un film uscito nel 2017, ma non ho visto, quindi non ne parlerò.
Vediamo com'è il fumetto.

copertina

La graphic novel "Monolith" è divisa in due parti, la prima uscita nel 2016 e la seconda nel 2017. La versione che ho io è quella che le racchiude entrambe ed è uscita il 12 maggio 2018 (con un po' di fortuna potete ancora trovarla in edicola).
Diciamo fin da subito che si tratta di un fumetto molto particolare, debolissimo dal punto di vista della trama, ma incredibilmente solido dal punto di vista visivo.
Prima di iniziare, quindi, vediamo la sinossi presente sul sito della Bonelli: "Un'automobile all'avanguardia, la più resistente e sicura sul mercato, un gioiello di tecnologia. Ne esistono ancora poche in circolazione. Una di queste, Sandra l'ha ricevuta in regalo dal marito Carl, che vuole il meglio per lei e per il loro amato figlioletto David. E proprio a bordo della Monolith, Sandra e David partono per un viaggio. Ma una volta giunti nel deserto, una serie di sfortunate circostanze creano una situazione drammatica: David chiuso dentro l'auto e Sandra fuori, che deve fare tutto il possibile per salvarlo."

pagine

Vorrei ci fosse dell'altro, ma queste pochissime righe introduttive hanno descritto piuttosto accuratamente tutto ciò che succederà in più di 170 pagine di fumetto.
Non c'è quasi nient'altro, posso assicurarvelo.
Oltre alla storia estremamente stringata, anche i dialoghi sono pochissimi: se si procede con calma, è possibile finire Monolith in 25/30 minuti.
Questo non è affatto un male, anzi, generalmente lo ritengo un pregio. Saper raccontare una storia principalmente per immagini è un lavoro estremamente complicato, ma il risultato positivo non è affatto scontato.
Purtroppo la bellezza sconvolgente dei disegni di LRNZ non basta a colmare la lacuna più grave del fumetto: non succede nulla di interessante.

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Anche la morale dietro all'opera (o meglio, la morale che ho colto io...) è quantomeno banale.
Il messaggio più palese è quello della tecnologia che, per quanto innovativa, può essere dannosa per l'uomo... sentite anche voi la noia che trasuda questo tema?
Per rendere interessante una questione già trattata miliardi di volte, bisogna costruirci attorno un contesto fresco e dinamico, pieno di input possibilmente poco battuti (o mainstream, ma snocciolati molto bene).
Se, al contrario, il tema viene trattato con una storia fondamentalmente statica, non si fa altro che ammorbare il lettore.

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Insomma, mi sento di consigliare Monolith solo ed esclusivamente ai curiosi o a chi apprezza i romanzi grafici da leggere rapidamente con dei bei disegni.
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29 maggio 2018

In difesa di Titanfall 2 - IMPRESSIONE

Il 28 ottobre 2016 approdava sugli scaffali Titanfall 2, il seguito di uno dei videogiochi più influenti ed innovativi della storia del medium.
Purtroppo, nonostante la gradita accoglienza da parte della critica specializzata, questo titolo non ha raggiunto le vendite sperate.
Oggi voglio raccontarvi la mia esperienza.

titanfall2

NON CI SARANNO SPOILER
Titanfall 2, sviluppato da Respawn Entertainment e pubblicato da EA, è un FPS (sparatutto in prima persona) ad ambientazione futuristica sci-fi in cui vestiremo i panni di un soldato dotato di un'armatura molto particolare. Questa sorta di esoscheletro, infatti, permette all'utilizzatore di compiere doppi salti, correre agilmente sulle pareti e attivare alcuni poteri speciali (teletrasporto, invisibilità ecc). 
Fin qui si potrebbe pensare che si tratta di qualcosa di già visto in Halo o Crysis, ma gli elementi di gameplay non finiscono qui.

gioco

Un Titan, infatti, accompagnerà il nostro super soldato nel corso della campagna single player e delle partite in multiplayer (in questo caso sarà possibile chiamarlo in battaglia dopo aver riempito un'apposita barra).
Si tratta di un mecha bipede pensato appositamente per la guerra, capace di parlare e muoversi autonomamente, ma anche di farsi controllare direttamente dal suo pilota, che potrà entrare nell'abitacolo in qualunque momento.
Ad ogni Titan, come ho accennato, è associato un solo soldato addestrato e risponderà solo ed esclusivamente ai suoi ordini, oltre a quelli dei suoi superiori (questo elemento di gameplay è usato nella campagna proprio per creare un legame emotivo tra il Titan BT-7274 e il protagonista Jack Cooper).
Ci sono molti set prefissati di equipaggiamento per i mecha, cambiabili in qualunque momento nel single player e prima di ogni partita nel multiplayer:
  • Ion. Molto basilare, usa un mitragliatore semplice; 

  • Scorch. Usa un lanciagranate infuocate;

  • Northstar. Classico cecchino;

  • Ronin. Adatto a scontri ravvicinati in melee e fucile a pompa;

  • Tone. Usa un cannone a ricerca;

  • Legion. Usa un mitragliatore minigun;

  • Monarch. Usa un fucile ad energia.


Ciò che amo di Titanfall 2 è proprio il gameplay.
Si percepisce, sia in campagna che in PVP, un forte bilanciamento tra Titan e pilota. L'agilità di questi ultimi permette loro di non essere demoliti in continuazione dai mecha, i quali, però, non sono inermi dinnanzi ai movimenti rapidi dei soldati. 
Chiaramente ci sono anche modalità con solo Titan e solo piloti per chi vuole delle partite molto più classiche, ma questo gioco mostra i muscoli quand'è possibile chiamare i mecha.


La campagna non è nulla di speciale, la trama è semplicissima, ma fa il suo dovere: insegnare i comandi e dare contesto al titolo.
Il punto forte è il multiplayer, dove gli sviluppatori hanno dato il meglio di loro.
Purtroppo, ad oggi, gli utenti attivi oscillano tra i 3000 ed i 6000, numeri bassissimi per un videogioco che ha venduto 6/7 milioni di copie.
Francamente non mi spiego l'abbandono in massa di Titanfall 2, e mi dispiace per il crollo di vendite dal primo al secondo capitolo.
Da alcuni rumor è trapelata l'informazione secondo cui Respawn sta già lavorando a Titanfall 3 e che uscirà nei primi mesi del 2019: lo spero con tutto me stesso.

campagna

Tra l'altro proprio questa nuova IP ha dato il via alla "moda" di inserire i doppi salti negli sparatutto, che è durata 2/3 anni, quindi possiamo definirla una killer app a tutti gli effetti.
Consiglio Titanfall 2 a tutti, specie a chi ama gli FPS più innovativi. 
Potete trovarlo ad un prezzo stracciato a questo link e vi ricordo che è uscito su PS4, Xbox One e PC. Non è necessario giocare il primo titolo (esclusiva Microsoft) in quanto non è provvisto di campagna e quindi non ci sono legami di trama.

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Le immagini sono state tutte scattate da me da PS4 e il video è stato girato da me sempre su PS4.
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28 maggio 2018

Otto Serie TV notevoli - IMPRESSIONE

Dopo aver parlato di The Shield, la mia Serie TV preferita, voglio parlare di altre otto opere che mi piacciono particolarmente.
Iniziamo.

  • Breaking Bad (2008-2013): prima di The Shield è stata la mia serie tv di riferimento. I personaggi, la trama, l'ambientazione e la narrazione sono spettacolari, infatti reputo Breaking Bad un vero capolavoro. Se vi piacciono le storie legate al narcotraffico e alla criminalità organizzata americana, questa è la serie che fa per voi... tra l'altro, per chi non lo sapesse, il protagonista Walter White è liberamente ispirato a Pablo Escobar;
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Walter White
(Fonte)
  • Vikings (2013-in corso): se volete una bella storia che parli dei vichinghi scandinavi, Vikings è la vostra Mecca. La trama narra la storia di Ragnar Lothbrok, il Re vichingo più celebre di tutti i tempi, e della sua invasione dell'Europa. La serie parla di fatti storici, anche se gli autori si sono presi la libertà di cambiare qualche evento. Ciò che amo di più in Vikings è proprio la recitazione dei personaggi principali, specie quelli più particolari come Floki, lo stesso Ragnar o Bjorn. Inoltre c'è un perfetto bilanciamento tra scene di guerra e scene dialogate, il che, a mio avviso, è una qualità rara in una serie del genere;
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Ragnar Lothbrok
(Fonte)
  • Game of Thrones (2011-in corso): non penso che GOT abbia bisogno di presentazioni. La storia è molto "politica", gli scontri armati sono pochissimi perché il focus sono gli intrighi e le interazioni tra i vari personaggi (caratterizzati alla perfezione). Purtroppo la ultime due stagioni, essendo slegate dai libri di Martin, hanno perso un po' di lustro e le ho trovate troppo televisive (inquadrature strette, plot troppo rigido ecc)... speriamo bene per il finale; 
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Logo di GOT con Eddard Stark
(Fonte)
  • Sherlock (2010-2017): anche Sherlock non ha bisogno di presentazioni. Tutte e quattro le stagioni sono molto belle, specie la prima che è, a mio avviso, quella riuscita meglio. Il vero colpo di genio è stato ambientare il tutto ai giorni nostri, che ha lasciato agli autori lo spazio di rendere gli eventi molto più credibili;
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Sherlock e Watson
(Fonte)
  • Supernatural (2005-in corso): questa serie è nota per la sua imbarazzante longevità, siamo arrivati a quota 13 stagioni e, per ora, ne sono state confermate 15 o 16. La storia parla di due fratelli cacciatori, Sam e Dean Winchester. I due però non cacciano animali, bensì mostri: licantropi, fantasmi, vampiri, demoni ecc. Era nata con l'idea di "un mostro ad episodio", ma il successo ha portato gli autori a creare una macrotrama mastodontica, con possibilità di prosecuzione pressoché infinite. Ormai la serie prosegue per volontà dei due protagonisti, quindi si sente il peso degli anni, tuttavia la consiglio a chi vuole avere un appuntamento fisso di 40 minuti in cui rilassarsi un po';
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Personaggi principali di Supernatural
(Fonte)
  • Gomorra (2014-in corso): semplicemente la serie tv italiana più bella che conosco. Amo tutto di Gomorra: personaggi realistici, trama terribilmente verosimile e messaggio genuino. Nata dalla penna di Roberto Saviano, questa serie narra una storia di camorra napoletana, concentrandosi sulla famiglia (di fantasia) dei Savastano. Tutto ciò che accade è liberamente ispirato alla vita di Paolo Di Lauro, un reale camorrista, tanto che, a tratti, sembrerà di guardare un documentario; 
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Personaggi principali di Gomorra
(Fonte)
  • Black Sails (2014-2017): un amore a prima vista. Black Sails è il prequel del celebre libro di Stevenson, L'Isola del Tesoro, in cui vedremo la storia del Capitano Flint e di Long John Silver. Gli eventi finiscono praticamente dove inizia il romanzo, fornendo allo spettatore moltissime informazioni circa il rapporto tra i due protagonisti già citati. L'unica pecca che ho riscontrato è la frettolosità dell'ultima stagione, ma in generale BS resta una delle mie serie preferite (tra l'altro è tranquillamente possibile guardarla senza aver letto il libro originale);
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Silver e Flint
(Fonte)
  • Better Call Saul (2015-in corso): nata come spin-off prequel di Breaking Bad, ma cresciuta come serie assestante. BCS si concentra su Saul Goodman, un avvocato corrotto che ha aiutato Walter White in Breaking Bad. Come ha fatto un bravo avvocato a diventare così "sporco"? Beh BCS vuole rispondere a questa domanda facendoci vedere tutto il percorso professionale di Saul, iniziando col dirci il suo nome precedente: Jimmy McGill. Pur essendo un vero prequel di BB, secondo me può essere vista anche da chi non conosce per nulla l'opera principale... si perderanno alcuni riferimenti, ma nulla di più. 
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Saul Goodman
(Fonte)
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24 maggio 2018

E3 2018: Cosa vorrei vedere - RIFLESSIONE

Dal 12 al 15 giugno 2018 si terrà il celebre E3 (Electronic Entertainment Expo) di Los Angeles, l'evento videoludico più importante dell'anno, quello dove le sotware house e i publisher mostrano i muscoli e i titoli di punta su cui stanno lavorando.
Questa volta ho sei piccoli desideri che vorrei veder realizzati, vediamo quali sono e se sono realistici.

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  • Final Fantasy VII Remake: vorrei un trailer decente di gameplay, non un teaser e nemmeno un trailer con qualche cutscene. Purtroppo il mio sogno è destinato ad infrangersi contro il muro della realtà, in quanto sembra che lo sviluppo del titolo sia praticamente ripartito da zero dopo dei problemi interni a Square Enix... e intanto sono tre anni che aspettiamo delle notizie concrete sul gioco più atteso degli ultimi tempi
  • The Elder Scrolls VI: dopo sette anni di riedizioni di Skyrim, direi che sarebbe arrivato il momento di voltare pagina e presentare il sesto capitolo di TES, eh Bethesda?
  • GTA VI: forse è presto per un annuncio del genere, dopotutto da quanto ho capito GTA V è ancora più che vivo, ma ciò non toglie che vorrei avere il prima possibile un ipotetico GTA VI. Sono abbastanza sicuro che sarà uno degli ultimi titoli dell'ottava generazione e che sarà cross-gen, esattamente come lo è stato GTA V nel 2013;
  • Bloodborne 2: chi segue il blog da tempo sa perfettamente quanto io adori Bloodborne, quindi spero che quel mattacchione di Miyazaki di decida in tempi brevi a lavorare sul seguito (che non è ancora stato annunciato). Forse il teaser presentato ai Game Awards dello scorso anno è proprio Bloodborne 2, ma non ci sono ancora delle certezze in merito;
  • One Piece Burning Blood 2: so che quest'anno avremo sugli scaffali One Piece World Seeker, una sorta di GDR open world dedicato al celebre manga di Eiichiro Oda, ma personalmente amo i picchiaduro, quindi aspetterò speranzoso un ipotetico Burning Blood 2, dato che il primo uscito nel 2016 mi è piaciuto parecchio nonostante lo sbilanciamento di potenza dei personaggi selezionabili;
  • Dragon Ball Xenoverse 3: ebbene sì, non vedo l'ora di avere per le mani Xenoverse 3. Dopo aver spolpato i primi due (qui e qui ci sono gli articoli ad hoc), ho ancora fame dei celebri picchiaduro con elementi GDR di casa Dimps e Bandai Namco. Ovviamente quest'anno non verrà presentato nulla, ma resta uno dei titoli che attendo di più.
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23 maggio 2018

Ho letto Creepy Past edito da Bonelli - IMPRESSIONE

Dopo aver letto l'articolo del blog Cent'anni di Nerditudine su Creepy Past, mi è venuta voglia di prenderlo e dargli una possibilità, visto il tono pauroso ma adatto ad un pubblico giovane.
Vediamo se ne è valsa la pena.

copertina
Copertina di Creepy Past

NON CI SARANNO SPOILER

Togliamoci il pensiero: sì, l'acquisto si è rivelato molto buono... ma ho delle piccole critiche da muovere a questo nuovo fumetto di casa Bonelli.

Creepy Past è una nuova testata mensile del sopracitato editore nostrano rivolta ai ragazzi, quindi facente parte di quel magico cerchio costituito anche da Dragonero Adventures e 4 Hoods (e io ci aggiungerei anche Orfani).
L'opera di Bruno Enna, Giovanni di Gregorio, Giovanni Rigano e Alessandra Dottori vuole prendere a piene mani dalle classiche creepy pasta (storie horror diventate virali sul web), ormai arcinote agli internauti di vecchia data, per modificarle e trasporle su carta.
Già questo basterebbe per avere la mia attenzione, ma se aggiungiamo dei disegni molto cartoon, dei colori fantastici che danno tridimensionalità alle vignette e una storia ben scritta, abbiamo uno stupendo strike.

qiro
Qiro

La trama, in soldoni, parla della ricerca ai limiti del paranormale di Qiro, un ragazzo che fatica a dormire, e Ester, una classica ragazza combattiva e tosta. I due stanno cercando di scovare un'entità mostruosa che si aggira minacciosamente nel mondo reale. 
Non voglio fare spoiler, quindi mi sono tenuto volutamente vago.

Ciò che non mi piace di Creepy Past è la frettolosità.
Sembra che 66 pagine non bastino agli autori, che vorrebbero raccontare le cose in modo più tranquillo.
Gli eventi si susseguono ad un ritmo troppo serrato, avrei voluto più tempo per conoscere i personaggi principali che sono tutti, tra l'altro, molto interessanti.
Anche Qiro, il protagonista, viene presentato con una certa frettolosità, per quanto sia quello con più spazio in assoluto.

ester
Ester

Per il resto, Creepy Past è promosso a pieni voti
: storia accattivante, personaggi stereotipati quanto basta e disegni azzeccati.
Resta da vedere come proseguirà nei prossimi mesi.
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21 maggio 2018

Dragon Ball Legends: opinioni a caldo - IMPRESSIONE

Finalmente è uscito su Android il tanto atteso Dragon Ball Legends, il secondo videogioco per mobile dedicato all'opera magna di Akira Toriyama.
Il rilascio su iOS dovrebbe avvenire nel giro di poche settimane.

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IL VECCHIO DOKKAN BATTLE

Dragon Ball Dokkan Battle è stata la prima iterazione di questo brand nel mondo delle app, uscita nel 2015.
Sostanzialmente si tratta di un titolo strategico a turni con grafica 2d (free-to-play) dove potremo usare i personaggi di Dragon Ball... tuttavia non potremo usare i guerrieri che vorremo, che per essere sbloccati permanentemente dovranno essere trovati in una sorta di roulette. Per poter tentare la sorte in questo "minigioco" dovremo spendere delle gemme accumulabili lentamente finendo le missioni di trama oppure mettendo mano al portafoglio.
Durante gli scontri avremo davanti il nostro personaggio, quello avversario ed un quadrante con delle sfere colorate. Per attaccare dovremo toccare una sfera se è collegata ad un'altra dello stesso colore: più sfere di ugual colore sono connesse, più danni faremo.
Ciò che piace di Dokkan è l'immediatezza, ma soprattutto il fattore collezionismo, che spinge milioni di utenti a spendere un sacco di soldi per sbloccare tutti i personaggi (ad oggi hanno scaricato questo gioco più di 200 milioni di persone... fate voi due conti sui guadagni che ne derivano).

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Schermata di combattimento di Dragon Ball Dokkan Battle

L'ARRIVO DI LEGENDS

Dopo la straordinaria esperienza mediatica e commerciale di Dokkan, Bandai Namco ha ben deciso di pubblicare una nuova app che conservasse lo stesso scheletro della precedente, ma questa volta gli sviluppatori sono i ragazzi di Dimps (noti per Dragon Ball Budokai 1, 2, 3, Dragon Ball Xenoverse 1, 2 e Dragon Ball Heroes).
Ciò che differenzia davvero il nuovo Legends da Dokkan è il comparto grafico ed il sistema di combattimento.
Le arene e i personaggi, infatti, sono completamente poligonali in tre dimensioni, mentre i duelli si svolgono spostando il guerriero col dito e facendolo attaccare toccando lo schermo (inutile dire che non ci sono più i turni e tutto si svolge in tempo reale).
Oltre a ciò è possibile concatenare delle combo ed effettuare degli attacchi speciali con l'ausilio di alcune carte (uguali per tutti i giocatori) generate casualmente durante lo scontro.
Se a questo aggiungiamo il fatto che è possibile cambiare personaggio durante il duello grazie ad una squadra di tre elementi composta prima della missione, il risultato è eccezionale.
Il gameplay è fluido, i modelli poligonali sono i più belli che io abbia mai visto in un titolo mobile (sembrano usciti da PS Vita) e le animazioni sono stupende.

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Schermata di combattimento di Dragon Ball Legends

Come Dokkan, anche Legends ha una trama originale (posta subito la fine di DB Super), ma, a differenza del primo, possiede anche dei personaggi totalmente inediti creati ad hoc da Akira Toriyama in persona.
Il protagonista è proprio uno di questi, ovvero il Saiyan di nome Shallot, il quale sarà anche il primo guerriero utilizzabile.
La storia riveste un ruolo secondario nell'economia del gioco, in quanto il focus sono i combattimenti, che risultano sempre più difficili.
La novità più eclatante è la modalità PVP (giocatore contro giocatore), in cui potremo sfidare a duello altri utenti sparsi per il globo o nostri amici... e per ora sembra funzionare alla grande, senza lag o problemi di server.

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Menù principale di Dragon Ball Legends dove si vede Shallot

Come di consueto per un free-to-play, sono presenti microtransazioni con cui cercare di completare il roster di personaggi, ma, se non si ha fretta, si può tranquillamente giocare senza spendere un euro.
Le prime fasi di gioco sono quelle più semplici, poi la curva di difficoltà dovrebbe salire vertiginosamente per invogliare all'acquisto di gemme, ma con della sana pazienza si può avanzare comunque.

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Goku mentre carica la Kamahameha

Insomma, Dragon Ball Legends mi piace parecchio, è uno dei titoli migliori che potete trovare su smartphone.
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Tutte le immagini dell'articolo sono state scattate da me.

P.S.: Dokkan e Legends non sono in alcun modo collegati a livello di trama.

20 maggio 2018

Un commento a Dark Souls Remastered (Network Test) - IMPRESSIONE

Da qualche giorno si è conclusa la sessione di network test di Dark Souls Remastered su PS4.
Vediamo com'è, brevemente, questo restauro dell'omonimo titolo uscito nel 2011 su PS3.

titolo

Dark Souls è un videogioco Action RPG di stampo Souls-Like uscito sulla vecchia PlayStation 3 ormai sette anni fa e partorito dalla mente di Hidetaka Miyazaki, capo della casa di sviluppo nipponica From Software.
Probabilmente chi non ha giocato direttamente a questo videogame, ma bazzica nel mondo videoludico, ne avrà sentito parlare per la sua estrema difficoltà (forse per chi lo affronta per la prima volta, poi diventa fattibile) o per il suo combat system originale.

Prima di proseguire, però, voglio dire due parole su Miyazaki, l'autore e la mente dietro a questa perla del medium.
Tra le sue opere più celebri ci sono gli Armored Core, Demon Souls, Dark Souls (1 e 3, non il 2) e Bloodborne.
Tutti i titoli citati tranne gli Armored Core condividono lo stesso scheletro, quello di un Souls-Like (per sapere cosa vuol dire, clicca qui).

La peculiarità di Dark Souls (e degli altri Souls-Like citati) sta nella narrazione silenziosa, quindi per conoscere la storia che si sta vivendo bisognerà leggere le descrizioni degli oggetti, parlare più volte con gli NPC (Non Playable Character) e osservare attentamente l'ambiente che ci circonda.
Ma di che storia stiamo parlando?
Cito Wikipedia: "Nell'Era degli Antichi, il mondo era amorfo, statico, avvolto in una coltre di nebbia e dominato da draghi eterni. Poi, improvvisamente e dal nulla, si accese la fiamma primordiale, che generò il fuoco e, con esso, permise la distinzione degli elementi nell'universo, generando il caldo e il freddo, la vita e la morte, la luce e le tenebre. Risvegliati dalla fiamma primordiale, si alzarono i Lord, fino ad allora rimasti immobili nell'oscurità. Quattro di essi trovarono nella fiamma quattro grandi anime, dotate di un enorme potere, a tal punto da renderli divini: Nito, il primo dei morti; la Strega di Izalith e le sue figlie del Caos; Gwyn, il Signore della luce solare; ed infine il Nano furtivo, spesso dimenticato, il quale però trovò un'anima diversa, l'Anima Oscura, con la quale generò l'umanità. Gli altri, invece, usarono i poteri acquisiti per combattere e porre fine al regno dei draghi, i quali tuttavia possedevano scaglie che li rendevano immortali. 
Giunse in aiuto Seath il Senzascaglie, un drago invidioso dei suoi simili in quanto privo di scaglie, che rivelò la loro unica debolezza: il fulmine. Così i draghi si estinsero e cominciò l'Era del Fuoco, un'era di pace e di prosperità, che purtroppo non durò a lungo: la Fiamma diventava sempre più debole e andava spegnendosi.
Mille anni dopo il sacrificio di Gwyn, la fiamma sta per spegnersi e il mondo è avvolto nell'oscurità. Fra gli uomini sopravvissuti si distinguono i portatori del Segno Oscuro, marchio che identifica la maledizione dei Non Morti. Il protagonista della storia è uno di questi, un non-morto recluso con i suoi simili in una cella di un castello sperduto noto come il Rifugio dei Non Morti. Egli però non è un Non Morto qualunque: narra la leggenda di un Non Morto Prescelto il cui compito sarà di fuggire dal castello, viaggiare a Nord e raggiungere Lordran, la terra dei Lord; là, in quella terra incredibilmente ostile, affronterà infiniti nemici e pericoli e dovrà attraversare luoghi oscuri e insidiosi per poter succedere a Lord Gwyn e raggiungere la Prima Fiamma."

schermata
Schermata di gioco

Questa, molto brevemente, è la trama di base di Dark Souls, quella da cui parte la nostra avventura di Non Morto nel Regno ormai morente di Lordran.
Nel nostro cammino affronteremo molti nemici e molti ostacoli, ma grazie al potere della anime potremo potenziarci e abbattere tutti i guerrieri che ci bloccheranno il cammino.
Tra l'altro Miyazaki si è ispirato per moltissime cose (sia estetiche che narrative) a Berserk, il celebre manga di Kentaro Miura, quindi si può ben capire la piega che prenderà la trama.

Il combat system permette di usare una quantità di armi e magie unica nel suo genere: spade, spadoni, lance, coltelli, archi, balestre, asce, martelli, mazze, stocchi, bastoni da mago, stregonerie, piromanzie, maledizioni, miracoli, bombe ecc ecc.
Oltre a ciò, potremo personalizzare a piacimento il personaggio sia nei suoi tratti estetici fissi che nei suoi vestiti, che saranno armature leggere, medie e pesanti.
Le possibilità di scelta sono sterminate, tutti possono trovare lo stile perfetto per loro: chi vuole avere un'alta difesa e incassare colpi, chi un'alta agilità ed evitare gli attacchi, chi vuole combattere da lontano, chi da vicino, chi con le magie e chi con le armi melee.
Ce n'è per tutti.


Ma vediamo alla remaster: è fatta bene?
Sì, il lavoro svolto è senza dubbio buono, il titolo gira su PS4 base a 60 fps fissi e le texture sono state rimasterizzate ad arte.
Ci sono certi dettagli ancora grezzi, come l'erba o qualche texture da PS3, ma in generale il miglioramento grafico si vede molto.
Il multiplayer, inoltre, ora permette la presenza di sei giocatori in una stessa sessione esattamente come accadeva il Dark Souls 3.
Nel network test erano disponibili 6 classi: il Guerriero, il Cavaliere, il Mago, il Piromante, il Guerriero del Sole e il Cavaliere Nero, quindi si poteva provare un po' di tutto (chiaramente nel gioco completo ce ne saranno molte di più).

personaggio
Schermata di selezione del personaggio
(nel gioco completo non ci sarà, ma dovremo creare il nostro avatar con le nostre mani)

Consiglio l'acquisto di questa ottima remaster (quando uscirà, il 24 maggio 2018a tutti quelli che non hanno mai giocato Dark Souls o qualunque Souls, agli altri la consiglio se vogliono buttarsi nel multiplayer, visto il ripopolamento dei server, oppure se vogliono giocare il DLC Artorias af the Abyss che sarà incluso nel titolo.
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fine

18 maggio 2018

One Piece: La Storia fino al Timeskip (parte 1) - RECENSIONE

Eccoci al secondo articolo dedicato alle recensioni su One Piece, uno dei più lunghi che vedrete su questo blog.
Dopo aver analizzato passo per passo i primissimi capitoli del manga di Eiichiro Oda, voglio parlare brevemente di tutti gli eventi principali racchiusi nei volumi che vanno dall'1 al 60: quelli prima del timeskip, appunto.
Oggi mi fermerò al volume 24.

volumi
Primi 24 volumi di One Piece


CI SARANNO SPOILER

BAGY, KURO, CREEK, ARLONG E SMOKER

Dopo esser partiti con la loro barchetta, Rufy e Zoro, stanchi ed affamati, approdano a Orange Town, dove fanno la conoscenza di Nami e dei Pirati di Bagy il Clown, i quali desiderano la mappa della Grand Line, utile a navigare per i mari e raggiungere lo One Piece.
I tre riescono a battere la Ciurma di Bagy dopo un violento scontro e Nami accetta di diventare la navigatrice di Rufy, pur odiando i pirati e avendo sempre rubato i loro tesori.
Le vere intenzioni della ragazza sono di sfruttare il giovane pirata al fine di tornare, comprare e liberare il Villaggio di Coco, suo luogo di nascita, dalla tirannia di Arlong e della sua Ciurma di Uomini Pesce.

bagy
A partire da sinistra: Moji, Kabaji e Bagy (oltre a Rufy) 

La prossima meta è il Villaggio di Shirop, dove fa la sua comparsa Usop, il prossimo compagno di Ruft & co, col sogno di diventare un coraggioso guerriero dei mari.
Si viene a conoscenza del piano di Kuro, un pirata ormai navigato che si spaccia per maggiordomo: vuole l'eredità di Kaya, una ragazza molto ricca e malata amica di Usop.
Dopo una lotta all'ultimo sangue, i nostri protagonisti riescono a spuntarla e il figlio di Yasop (membro della Ciurma di Shanks) diventa il cecchino/cannoniere dei Mugiwara (parola giapponese che sta per "Ciurma di Cappello di Paglia").
Oltre a ciò la nave Going Merry viene donata da Merry, un maggiordomo di Kaya, a Rufy e i suoi: finalmente hanno la loro nave pirata, con tanto di bandiera.

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A partire da sinistra: Buchi, Sham, Kuro e Jango

I nostri pirati, provando i cannoni della Merry, colpiscono inavvertitamente l'imbarcazione di due vecchi compari di Zoro, Johnny e Yosaku. Tutti e sei si dirigono verso il Baratie, il ristorante galleggiante, per reclutare un cuoco, essenziale per la sopravvivenza della ciurma.
Qui entra in scena il mio personaggio preferito del manga: Sanji (per ora non rivelerò il suo cognome poiché verrà svelato dopo il timeskip), il vice cuoco del ristorante. 
Lo stile di combattimento di Sanji è molto particolare, in quanto utilizza solo i calci, visto che le mani le usa per cucinare (citazione del Savate, tipico sport da combattimento francese).
Oltre a ciò, Zoro incontra per la prima volta Mihawk, lo spadaccino più forte al mondo, lo sfida a duello e viene sconfitto. 
Dopo questo intermezzo dove viene approfondito un po' il personaggio di Zoro e viene introdotta l'esistenza della Flotta dei Sette (l'equivalente dei Corsari reali, ovvero dei pirati al soldo della Marina e del Governo), di cui Mihawk fa parte, l'attenzione si sposta verso Creek, uno sgradito ospite del Baratie.
Dopo un combattimento tra i Mugiwara e la Ciurma di Creek, Sanji decide di entrare in ciurma in qualità di cuoco per realizzare il suo sogno di trovare l'All Blue, un mare con tutte le specie di pesci esistenti.
Prima di partire assistiamo ad una scena commovente in cui il giovane dice addio ai suoi colleghi e a Zef, proprietario del ristorante e suo mentore (da cui ha imparato il suo stile di combattimento).
All'inizio dello scontro con Creek, però, Nami ha rubato la Going Merry alla volta di Coco.

Copertina per la prima apparizione di Sanji

Chiaramente la prossima meta sarà Arlong Park e il Villaggio di Nami.
Rufy e i suoi scoprono che Nami viene ricattata da Arlong, il quale le richiede una somma esorbitante di berry, la moneta nel mondo di One Piece, e la sua collaborazione da cartografa al fine di liberare il suo villaggio.
Il pirata, tuttavia, non ha nessuna intenzione di rispettare il suo accordo e tradisce Nami, la quale perde tutto ciò che ha accumulato.
Ci vorrà l'intervento di Rufy, Zoro, Sanji e Usop per sbaragliare Arlong e i suoi compagni.
In questa saga scopriamo che in One Piece non ci sono solo gli esseri umani, ma anche gli uomini pesce. Questi sono dieci volte più forti di un normale umano e in acqua questa differenza raddoppia, il che li rende pericolosissimi.

A partire da sinistra: Kuroobi, Hacchan, Pciù e Arlong

Ultima isola prima dell'ingresso nella Grand Line: Rouge Town, l'isola in cui nacque e morì Gold Roger, il Re dei Pirati.
Qui Zoro si imbatte in Tashigi, una Marine che assomiglia molto a Kuina, mentre Rufy viene catturato e messo al patibolo da Bagy e Albida.
Poco prima dell'esecuzione, Rufy sorride esattamente come Roger prima di morire e viene salvato da un fulmine che distrugge il patibolo. 
A quel punto Smoker, un potente Marine coi poteri del Frutto Fum Fum, Tashigi e la Marina decidono di partire all'inseguimento dei Mugiwara, i quali riescono a scappare grazie all'intervento di Dragon... il padre di Rufy (mentre quest'ultimo è ignaro di tutto, anche dell'identità del padre).

rufy
Rufy al patibolo


LOVOON, BAROQUE WORKS, GIGANTI, WAPOL E CROCODILE

Una volta attraversata la Reverse Mountain e quindi esser entrati nella Grand Line, i Mugiwara incontrano la balena Lovoon e l'ex medico della ciurma di Roger, Crocus.
Quest'ultimo spiega a Rufy il motivo della presenza di Lovoon (sta aspettando da 50 anni il ritorno di un pirata amico), come potersi muovere nella Grand Line attraverso il Log Pose e soprattutto il nome dell'ultima isola della Grand Line: Raftel.
In questo frangente facciamo anche la conoscenza di due membri della Baroque Works, Mr Nine e Miss Wednesday.

raftel
Crocus parla di Raftel

Dopo tutto ciò, i nostri pirati arrivano a Whisky Peek, dove vengono assaliti da alcuni membri della Baroque Works.
Ci viene presentato il personaggio di Bibi, fino a poco prima conosciuta col nome di Miss Wednesday, che confessa a Rufy e i suoi di essere la principessa di Alabasta, un regno controllato con la forza da Crocodile ormai da molto tempo. L'obiettivo della principessa è liberare il suo popolo dal pirata.
Bibi, quindi, si unisce temporaneamente alla Ciurma di Cappello di Paglia per sconfiggere Crocodile.

agenti
Alcuni membri della Baroque Works

Prima di Alabasta, tuttavia, i nostri approdano a Little Garden, un'isola dove fanno la conoscenza di due pirati giganti, Dori e Brogi, i quali diventeranno dei punti di riferimento di Usop per via del loro coraggio.
A Little Garden, però, ci sono anche quattro agenti della BW (Baroque Works),  Mr Five, Miss Valentine, Mr Three e Miss Golden Week che vogliono eliminare i Mugiwara ed incassare la taglia dei due giganti.
Ne segue uno scontro in cui i nostri protagonisti riescono a vincere con molte difficoltà.

giganti
Dori e Brogi

Una volta ripartiti alla volta di Alabasta, i Mugiwara sono costretti ad approdare a Drum alla ricerca di un medico per Nami.
Dopo aver scoperto il passato dell'isola e ciò che ha fatto l'ex Re Wapol (abolizione de facto dei medici) che sta per tornare dopo essersene andato, Rufy riesce a far curare Nami dalla dottoressa Kureha, la migliore del paese (che accenna ad una certa Volontà della D quando scopre il nome completo di Rufy).
L'assistente della dottoressa è Tony Tony Chopper, una renna che ha ingerito il Frutto Homo Homo che gli permette di diventare un umanoide.
In tutto ciò Wapol torna a Drum, ma viene battuto da Rufy, il quale invita Chopper ad entrare in ciurma.
Riparleremo del tragico passato di Chopper in un articolo ad hoc.

chopper
Chopper e il suo mentore, il dottor Hillk

Finalmente siamo arrivati ad Alabasta, l'isola desertica controllata da Crocodile, un membro della Flotta dei Sette.
A lottare contro il tiranno non saranno solo i Mugiwara, ma anche l'armata ribelle di Alabasta capeggiata da Kosa, un amico d'infanzia di Bibi.
Crocodile, chiamato anche col nome di Mr 0, comanda la Baroque Works e si serve dei membri rimasti per mantenere il suo dominio.
Dopo dei violenti scontri, la BW viene distrutta e Alabasta torna nelle mani di Re Cobra Nefertari e della Principessa Bibi Nefertari.
Lo scopo principale di Crocodile era trovare l'Arma Ancestrale Pluton con l'aiuto di Nico Robin, la quale è l'unica a poterla trovare.
Per capire l'ubicazione dell'Arma (capace di distruggere una nazione), infatti, bisogna decifrare i cosiddetti Poignee Griffe e solo Robin può farlo in quanto conoscitrice della lingua usata per incidere quelle pietre.
Fortunatamente Crocodile non riesce a mettere la mani su Pluton e la giovane archeologa entra a far parte della ciurma, con l'obiettivo di leggere tutti i Poignee Griffe sparsi per il globo e scoprire la verità sui Cent'anni del Grande Vuoto (di cui parlerò in un articolo ad hoc).
In questa saga entra in scena anche Portuguese D. Ace, fratello (non di sangue) di Rufy che gli accenna alla sua caccia a Barbanera, un ex membro della sua flotta di pirati scappato con un Frutto del Diavolo piuttosto raro.
Ace, infatti, è il capitano della seconda flotta di Barbabianca, un potente pirata rivale di Roger.

alabasta
Baroque Works a sinistra e Ciurma di Rufy a destra

CONCLUSIONE

One Piece in questi volumi ingrana alla grande, la storia inizia ad esser molto più chiara.
Si parla di Flotta dei Sette, Volontà della D, Poignee Griffe, Grande Vuoto, Armi Ancestrali e molto altro.
Insomma, vengono introdotti tutti i grandi temi del manga, tutti i misteri che appassionano tanto i lettori.
Com'è nato il Governo Mondiale? che popolo c'era prima? perché non se ne sa più nulla? che ruolo hanno avuto le Armi Ancestrali e i Poignee Griffe? perché quelli con la D nel nome sono speciali?
E poi sento dire che One Piece ha una trama banale, eh!

Parlerò per bene di queste cose nei prossimi articoli perché sono le colonne portanti dell'opera.
Vengono introdotti anche una miriade di personaggi e tutti, anche quelli con poco spazio come Crucus e Merry, sono utili ai fini di trama: nessuno è buttato lì a caso.
Da qui in poi le cose iniziano a farsi più serie, i nostri pirati hanno una taglia sulla testa dalla fine di Arlong Park e hanno attirato l'attenzione di Smoker, che presto diventerà un Vice Ammiraglio della Marina.
Nel prossimo articolo parlerò delle ultime saghe prima del Timeskip: Skypiea, Water Seven/Enies Lobby, Thriller Bark e Guerra Mondiale.

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