31 marzo 2018

Due parole su Dragon Ball Enciclopedia, l'artbook di Akira Toriyama - IMPRESSIONE

Come alcuni di voi sapranno, il 25 marzo sono stato al Be Comics di Padova (dove ho conosciuto di persona il collega della GEEK LEAGUE "Nerditudine") e ho fatto un paio d'acquisti, uno dei quali a tema Dragon Ball. Sto parlando dell'artbook ufficiale "Dragon Ball Enciclopedia", uscito nel 1995 in occasione della conclusione dell'omonimo manga scritto e disegnato da Akira Toriyama.


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Copertina di Dragon Ball Enciclopedia

L'artbook in esame raccoglie tutte le copertine, i disegni, le splash page, le commissioni e, più in generale, le illustrazioni a colori che il Maestro ha effettuato durante la pubblicazione della sua opera magna.
Tutte le opere sono impaginate in ordine cronologico, quindi dal 1984 al 1995, e aiutano a vedere com'è cambiato lo stile di Toriyama in più di 10 anni.
Se inizialmente abbiamo un tratto morbido e rotondo, alla fine abbiamo delle linee secche e dure, molto probabilmente figlie della fretta e dello stress lavorativo a cui sono sottoposti i mangaka nipponici.
Come dice lui stesso nell'intervista all'interno dell'artbook, gli piace cambiare stile di disegno per adattarlo alla storia che vuole narrare, definendosi, quindi, come autore "capriccioso".

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La qualità della stampa è estremamente elevata ed è possibile vedere molto bene i dettagli di tutti i disegni nell'albo nonostante la sua grandezza non indifferente (più di 20 cm d'altezza).
Insomma, tutte e 207 le pagine che compongono Dragon Ball Enciclopedia valgono il prezzo che costano (che oscilla tra i 6 e gli 8 euro).
Lo consiglio a tutti gli appassionati.

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PS: Buone feste!

27 marzo 2018

Un commento su Ratchet & Clank per PlayStation 4 - IMPRESSIONE

Ratchet & Clank per PlayStation 4 è un videogioco puro e semplice, classico e divertente, adatto a chi cerca un titolo "alla vecchia maniera" senza troppi fronzoli: in Ratchet & Clank si gioca davvero.


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Ratchet

Potrei anche finire qui l'articolo perché l'intestazione è già abbastanza eloquente, ma ormai mi conoscete... preferisco andare un po' più in profondità.

Come si deduce dal titolo, oggi si parla del remake/reboot di Ratchet & Clank uscito nel 2016 in esclusiva su PlayStation 4 (accompagnato dall'omonimo film cinematografico).
Si tratta del rifacimento completo del capostipite della serie pubblicato nel lontano 2002 su PlayStation 2, con delle piccole differenze, ma sostanzialmente invariato. Se vogliamo fare i pignoli, si può quasi definire una "remaster plus", ma la terminologia lascia il tempo che trova in questo caso: ci siamo capiti comunque.
Sviluppato da Insomniac Games (conosciuta anche per Spyro, Resistance ecc), questo remake mira a svecchiare un personaggio ormai anziano, riproponendolo ai più nostalgici e alle nuove generazioni... riuscendoci benissimo.

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Schermata di gioco

Per chi non lo sapesse, Ratchet & Clank è un platform/sparatutto dove potremo viaggiare di pianeta in pianeta, potenziarci e sconfiggere nemici sempre più ostici.
Per rendere meglio l'idea di cosa sto parlando, vi propongo la sinossi di Wikipedia: "Nel gioco vengono rinarrati gli eventi dell'originale Ratchet & Clank, raccontando come si sono incontrati e del loro tentativo di salvare la galassia Solana dalla distruzione ad opera del Presidente Drek. La storia incomincia con un inaspettato escamotage narrativo, con il Capitano Qwark in carcere, dedito a raccontare ad un nuovo compagno di cella le avventure che lo hanno portato fin lì. Soprattutto i capitoli iniziali vengono realmente raccontati dalla voce fuori campo del capitano e descrivono le azioni dei due protagonisti mentre proseguono nella loro avventura. E da qui i perfetti sconosciuti, il lombax Ratchet e il robottino Clank diventeranno, nel corso della loro avventura, amici inseparabili nonché eroi e salvatori della galassia."
Insomma, spazio, pianeti, battaglie con armi fuori di testa, robot ed esplorazione sono le parole chiave del gioco.

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Ratchet all'inizio di un livello

Ciò che mi piace di Ratchet & Clank, oltre alla fantastica grafica cartoon e alla comicità che lo permea, è la sua leggerezza.
Mi spiego.
Ci troviamo di fronte ad un videogame alla vecchia maniera, dove appena viene accesa la console si gioca e basta. Niente scene d'intermezzo infinite e niente spiegoni: si completano i livelli menando mostri e risolvendo enigmi ambientali. Punto.
Ed è proprio per questo che lo adoro alla follia.
Un altro punto a suo favore è l'elemento arcade che lo contraddistingue, infatti a fine livello avremo voglia di rigiocarlo per scovare tutti i segreti e migliorare il nostro punteggio. L'esperienza non si ferma con la fine della trama, ma continua tenendo incollati allo schermo gli utenti più hardcore per svariate ore.
Detto questo, non mancano le cutscene di trama che spiegano ciò che dobbiamo fare, ma sono ridotte al minimo indispensabile per dare un bel contesto ed impreziosire l'opera.


Insomma, Ratchet & Clank mi piace un sacco e lo consiglio veramente a tutti, grandi e piccini, veterani della serie e novellini (come me!).
Tra l'altro tutti i possessori di PlayStation 4 abbonati al PlatStation Plus potranno scaricare gratuitamente il titolo direttamente dallo Store digitale.



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Ecco il trailer!

25 marzo 2018

È "finito" l'anime di Dragon Ball Super

"Majin Bu, il nemico più forte di tutti i tempi, era comparso all'improvviso. Dinnanzi al suo potere schiacciante, la Terra si era trovata in una situazione disperata...
...ma infine, grazie all'appello di Satan, la Super Genkidama che concentrava l'energia di tutto l'Universo fu completata...
Goku sconfisse Majin Bu e il pianeta ritrovò la pace.
Da allora è passato parecchio tempo..."

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(Fonte)

ARTICOLO CON IMMAGINI SPOILER

Con queste parole inizia il primo volume di Dragon Ball Super, il midquel di Dragon Ball collocato nei 10 anni dopo la sconfitta di Majin Bu e prima dell'arrivo di Ub al Torneo Tenkaichi.
Oggi però non parleremo del fumetto, bensì dell'omonimo cartone animato, conclusosi il 25 marzo 2018 dopo 3 anni e 131 episodi.

Mi è piaciuto il finale? Ni.
A livello di pathos non ho sentito quasi nulla, gli eventi erano fin troppo prevedibili e gli avvenimenti sono stati piuttosto frettolosi. Le animazioni, come succede sempre quando c'è di mezzo Yuya Takahashi, sono state impeccabili.
Tutto sommato è stata una bella puntata, nessun colpo di scena particolare, tranne INIZIO SPOILER (evidenzia per leggere) la collaborazione finale di Goku e Freezer per buttare giù Jiren... quello è stato stupendo, lo ammetto. A questo punto mi aspetto molto dall'Imperatore del Male in futuro (e anche da C-17) FINE SPOILER.

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Freezer e Goku
(Fonte)

Come accennavo su Twitter e Facebook stamattina, secondo me c'è stata parecchia confusione alla Toei per quanto riguarda la caratterizzazione di Jiren e del Gran Sacerdote. 
C'è stato un evidentissimo disperato tentativo di rendere il Grigio cattivo, quando in realtà è un personaggio tutt'altro che malvagio.
Lo stesso discorso può esser fatto per il Gran Sacerdote: era lapalissiano da certi suoi sguardi, ad inizio Torneo, che avesse in mente qualcosa di losco, ma probabilmente c'è stato un cambio di rotta in corso d'opera.
Vi ricordo che molti team lavorano contemporaneamente a vari episodi (che, per essere completati, necessitano di 4/5 mesi di produzione, se non erro), quindi è naturale che, con un semplice canovaccio di Toriyama, ci sia un po' di confusione all'interno dello studio d'animazione
Tuttavia, pur essendoci una giustificazione, non posso non evidenziare queste palesi mancanze da parte della Toei, che hanno minato la qualità di Dragon Ball Super (quindi non di un anime qualsiasi).

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Goku Ultra Istinto vs Jiren
(Fonte)

Proprio parlando di qualità, DBS non brilla, lo sappiamo.
Le animazioni spesso e volentieri sono state imbarazzanti (specie all'inizio) e riciclate fin troppe volte. La trama è degna di un fan manga (o doujinshi) e non raggiunge nemmeno per sbaglio i livelli dell'originale Dragon Ball.
Ecco, se fosse stato un fan manga, sarebbe stato il migliore in assoluto... peccato che sia canonico al 100% e che generi non pochi stravolgimenti nell'universo di Toriyama.
Livelli di forza sballati, incoerenze concettuali, personaggi depotenziati e altri completamente ignorati: peggio di così non si poteva fare.

Nonostante i difetti, però, noi siamo ancora qui a guardare le avventure di Goku e ad emozionarci con lui.
Non nego che durante le battute finali del Torneo del Potere mi sono venuti i brividi per ciò che accadeva su schermo.
INIZIO SPOILER (evidenzia per leggere) Il combattimento finale tra Goku e Jiren è stato assurdo, mi è piaciuto tantissimo. Jiren sblocca l'Ultra Istinto tra l'indifferenza generale, ma a questo punto poco importa: l'importante è il combattimento, e quello è fantastico. FINE SPOILER

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Vegeta e Goku
(Fonte)

Come ho detto il finale è scontatissimo, quindi non mi faccio problemi a dirvi che Dragon Ball non finirà con questo episodio, ma continuerà dopo una pausa. Azzardo a dire che rivedremo Goku & co. a partire dal 2019, dopo l'uscita del film di dicembre 2018 sulle origini dei Saiyan.
Il manga, dal canto suo, è lontano dalla conclusione poiché è appena entrato nell'arco narrativo del Torneo del Potere e non ci saranno pause di alcun tipo.

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Prima immagine di Goku nel nuovo film
(Fonte)

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A questo link trovi tutti i miei articoli in tema Dragon Ball e Dragon Ball Super.


finale
(Fonte)

23 marzo 2018

Un breve commento su PUBG Mobile - IMPRESSIONE

Da qualche giorno è disponibile su Android e iOS il celebre PlayerUnknown's Battlegrounds, videogioco battle royale online. Dopo aver riscosso un successo pressoché planetario su PC, riuscirà a fare lo stesso su smartphone?


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Schermata iniziale

Partiamo, come sempre, dalle basi: che cos'è 
PlayerUnknown's Battlegrounds?
Per farla molto semplice, è un videogame sparatutto in terza persona, sviluppato da Bluehole e uscito su PC e Xbox One nel 2017basato sulla modalità battle royale (100 giocatori in una mappa varia e molto estesa, tutti contro tutti, l'ultimo che sopravvive vince). 
I più attenti avranno subito notato la somiglianza con Fortnite, titolo "rivale" di PUBG. 
Le differenze più grandi tra i due videogiochi sono presto dette: Fortnite è in stile cartoon, molto più veloce, offre più libertà d'approccio tramite le costruzioni, è più immediato ed è gratis; PUBG è in stile realistico, più lento, più "classico" nell'approccio (non si può costruire, si spara e basta), necessita di più tempo per essere appreso e costa 30 euro (la versione PC, almeno).
Queste, grossomodo, sono le due filosofie che separano nettamente i due prodotti, ma la colonna portante, ovvero la modalità battle royale, è identica.
La versione per smartphone di PUBG è sostanzialmente uguale a quella per PC e Xbox One, con la sola differenza che ci sono delle ricompense giornaliere e che è completamente gratuita.

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Menù di gioco

Veniamo alle criticità di questo "porting".
Per essere giocato al 100% bisogna possedere un device di fascia alta, non ci sono scuse che tengano. Pur avendolo provato su un Honor 8 (fascia media), l'app accusava i limiti tecnici dello smartphone con dei micro-freeze dello schermo, che spesso sono stati decisivi negli scontri a fuoco. Inoltre, partendo ovviamente senza armi e dovendole raccogliere in giro per la mappa, mi sono trovato più di qualche volta con una semplice pistola a dover combattere sia contro un avversario equipaggiato meglio, sia contro i micro-freeze.
Quindi, se non avete un buon telefono, non aspettatevi buone performance.

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Schermata di gioco

Il secondo punto dolente sono i controlli.
Ripetete insieme a me: creare uno sparatutto con comandi touch screen è un'idiozia!
Sostanzialmente il titolo è ingiocabile, parliamoci chiaro. Sicuramente ci saranno i super pro che fanno 15 kill a partita, ma un utente medio abituato ad un controller o a mouse e tastiera, si troverà in netta difficoltà a muoversi e sparare usando il touch screen.
Il mio consiglio è di comprare un pad fatto ad hoc e giocare con quello. 

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Mappa di gioco dove sono segnate le zone d'interesse, il nostro personaggio e la safe-zone

Non classifico come "difetti" il surriscaldamento del telefono, il consumo di batteria e la grafica più grezza per i dispositivi meno potenti: sono tutte ovvietà. 
L'unica cosa che mi sento di evidenziare è la durata media elevata delle partite: un game, se non si muore subito, dura almeno 20 minuti, fatti perlopiù di corse a piedi su un mappa gigantesca... non si sembra un'idea azzeccata per un videogioco mobile che dovrebbe essere molto veloce e immediato.

Insomma, PUBG Mobile è un titolo pensato per chi possiede un cellulare di fascia alta e un controller su cui giocare comodamente. Per tutti gli altri può essere un simpatico tappabuchi, a patto che si abbia un po' di tempo a disposizione da dedicargli. 
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21 marzo 2018

GEEK LEAGUE - La Geek Compilation di Denkiral

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Finalmente posso indossare nuovamente la maschera di Denkiral: la GEEK LEAGUE è tornata in tutto il suo splendore con un nuovo articolo. Oggi vi propongo la mia personale compilation musicale, divisa per tema.


  • Sigla Cartoon: What's My Destiny Dragon Ball. Non vi ammorberò riparlandovi di Dragon Ball (come faccio da sempre), limitandomi a dire che questa sigla è uno dei simboli più iconici della mia infanzia, cantata dall'intramontabile Giorgio Vanni (che ultimamente è tornato alla ribalta sul web);

 

  • Sigla Telefilm: Smallville. Per quanto sia, a conti fatti, una serie tv estremamente mediocre, Smallville era un appuntamento fisso veramente imperdibile;


  • Sigla Programma TV: Chi Vuol Essere Milionario. Scelta molto ardua, dettata dal fatto che da piccolo guardavo perlopiù cartoni animati e mi interessavano poco le sigle dei vari programmi televisivi, tuttavia quella di CVEM mi è rimasta stampata nel cervello;


  • Colonna Sonora Cinema: Harry Potter. Per quanto riguarda il cinema, non potevo non mettere la saga che mi ha accompagnato maggiormente durante la mia infanzia. Ogni volta che sentivo quelle note, sapevo che stavo per entrare in un mondo magico e fantastico;


  • Colonna Sonora Videogame: Final Fantasy VII. Non mi toglierò mai dalla testa il tema d'apertura... semplicemente perfetto. 


Seguite la PAGINA FB della GEEK LEAGUE!

Ecco le Compilation degli altri Leaguers...
Omniverso
Il Bazar di Riky 
Storie da Birreria
Cent'anni di Nerditudine 
Gioco Magazzino
La Cupa Voliera del Conte Gracula
Pietro Saba World
Moz O'Clock 
Orso Chiacchierone
La Bara Volante
The Reign of Ema 
Cornerhouse Pub
Stories, books and movies 
Il Cumbrugliume

La Firma Cangiante

... e le schede dei nuovi membri! 

Il Mangiastorie
Mr. Coder
W@lly Said!


Avete un blog o uno spazio che parla di cultura pop, retro, nerd e geek?
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18 marzo 2018

Lovecraft a fumetti - Un commento a "Il Mastino e Altre Storie" - IMPRESSIONE

Non ho mai letto nulla di Lovecraft, ma conosco la fama delle sue opere letterarie... ecco perché appena ho visto Il Mastino e Altre Storie in fumetteria, non ho resistito e l'ho comprato. Vediamo di cosa si tratta.


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Copertina de "Il Mastino e Altre Storie"

Il Mastino e Altre Storie è il primo di tre volumi, editi da J-Pop (al prezzo di 6,90 euro), che propongono le storie più famose di H.P. Lovecraft, celebre scrittore horror statunitense del '900, adattate e disegnate dal mangaka Gou Tanabe.
Il primo volume, uscito nel 2014, contiene tre racconti autoconclusivi e, ovviamente, i tre volumi non sono strettamente collegati tra di loro.

Dopo le dovute premesse, vi elenco il contenuto dell'albo.

  • Il Tempio. Sinossi di Wikipedia: "Il racconto è scritto in forma di ultimo resoconto lasciato il 20 agosto 1917 dal conte Karl Heinrich Von Altberg-Ehrenstein, ufficiale comandante del sottomarino tedesco U-29. Nella relazione vengono raccontati i fatti misteriosi seguiti al ritrovamento, sul corpo d'un marinaio proveniente da una nave inglese silurata dall'U-29, di una piccola scultura d'avorio raffigurante la testa di una divinità. Dopo questo episodio, la follia si impadronisce dei membri dell'equipaggio (meno il comandante e il suo diretto inferiore Klenze), torme di delfini accompagnano il sottomarino nella sua deriva verso Sud e in ultimo anche Klenze impazzisce e inizia a farneticare intorno al presunto richiamo di una forza terribile e inesorabile." 
  • Il Mastino. Sinossi di Wikipedia (modificata da me per evitare spoiler): "Due amici, conviventi, annoiati dalla banalità della vita quotidiana, incominciano a cercare sempre più nuovi stimoli prima nell'arte dei movimenti culturali estetici e romantici, poi nella letteratura simbolista, fino ad arrivare alla conoscenza dell'occulto e alla negromanzia. Escono di notte nei cimiteri a dissotterrare tombe e collezionano resti umani e oggetti legati ai miti esoterici."
  • La Città Senza Nome. Sinossi di Wikipedia. "Il racconto tratta di una città antichissima, abbandonata, "remota nel deserto d'Arabia", "le basse mura quasi sepolte dalle sabbie di età infinite", senza nome perché "nessuna leggenda è così antica da risalire fino ad essa per darle un nome, o per ricordare che fu mai viva un giorno". Il protagonista, attratto da strane folate di vento che si alzavano all'interno della città senza nome "sebbene la luna fosse limpida e il resto del deserto immobile", si avventura all'interno della città e poi in un lunghissimo cunicolo dove fa delle scoperte inattese."

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Prima e seconda pagina de "Il Mastino"

L'intero volume è eccezionale, le storie sono molto belle e la narrazione è fluida come poche. Tanabe ha svolto un lavoro veramente eccezionale, visto e considerato che ha dovuto adattare delle opere molto particolari, figlie di un'epoca diversa dalla nostra. 
A Tanabe va anche il merito d'aver adottato uno stile di disegno calzante per il tipo di fumetto che stava creando. I tratti, infatti, sono molto "sporchi" e grezzi, il che si sposa perfettamente con le ambientazioni horror che permeano le pagine del fumetto (sembrano i disegni di Hajime Isayama, l'autore dell'Attacco dei Giganti, per capirci).

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Terza e quarta pagina de "Il Mastino"

Molto probabilmente comprerò anche che altri due numeri (Il Colore Venuto dallo Spazio, L'Abitatore del Buio) di questa collana, quindi non posso far altro che consigliarla sia agli appassionati di Lovecraft che ai neofiti (come me).

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16 marzo 2018

Wilder - Ecco dove leggere fumetti gratuitamente online - IMPRESSIONE

Per chi ama i fumetti e vuole leggerli senza spendere un euro, Wilder è una vera mecca. Sia chiaro, stiamo parlando di un progetto totalmente legale, ideato da alcuni fumettisti italiani... ma vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.


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Logo di Wilder
(Fonte)

Come dice il sito stesso, Wilder è un'etichetta indipendente di fumetti online, inediti e gratuiti, fondata da French Carlomagno e Jacopo Paliaga. 
A questo link ci sono tutti gli autori che pubblicano sulla piattaforma. Chiaramente sono bene o male tutti celebri nel mercato indipendente, ma non per questo sfornano dei brutti prodotti... anzi!
Inoltre a questo link potete dare uno sguardo al tutte le serie (a cadenza mensile) caricate sul sito. Vi posso assicurare che sono tutte veramente notevoli, visto e considerato che sono leggibili gratuitamente direttamente da Wilder, senza bisogno di scaricare alcunché.
Per chi volesse spulciarne qualcuna, consiglio One Hit Wonder di Francesco Mortarino e Australia di Leonardo Favia e Simone Di Meo

Questo brevissimo articolo serve sia a dare ulteriore visibilità a questo prezioso progetto di web comic, sia a farmi suggerire da voi alcuni portali analoghi a Wilder.
Chi segue questo blog da tempo sa perfettamente quanto apprezzi i fumetti in digitale e quanto stia aspettando una versione in italiano del celebre Comixology, quindi le iniziative come questa sono sempre gradite.

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10 marzo 2018

Due parole sul live action di Fullmetal Alchemist - IMPRESSIONE

Non mi aspettavo un capolavoro, ma nemmeno un film da dimenticare: il live action di Fullmetal Alchemist è uno dei punti più bassi del cinema ispirato a manga e anime.


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Personaggi principali del film
(Fonte)

Ho già speso qualche parola d'elogio al manga di Fullmetal Alchemist in passato, quindi è facile intuire quanto fossi curioso di vedere un film con attori in carne ed ossa che ripercorresse l'Odissea dei fratelli Elric.
Per chi non sapesse di cosa sto parlando, ecco la sinossi di AnimeClick:
"Ambientato in un mondo alternativo simile all'Europa di inizio 1900, narra i viaggi e la maturazione fisica e spirituale di due fratelli, Edward e Alphonse Elric. Abbandonati dal padre alchimista in tenera età e cresciuti quindi dalla sola madre Trisha, i due bambini manifestano fin da subito grandi attitudini nello studio delle scienze alchemiche. Questo li porta, anni dopo, a tentare una trasmutazione umana, il massimo dei tabù dell'alchimia, al fine di riportare in vita la madre, morta di malattia. Un’azione che pagheranno a caro prezzo, dando così inizio a una fantastica avventura che li porterà sulle tracce delle leggendaria Pietra Filosofale al fine di riparare all'errore commesso."

Come potete vedere, le premesse sono più che ottime, quindi come ha fatto il regista Fumihiko Sori a mandare tutto in vacca? Semplice, ha voluto compattare tutto il manga in due ore di pellicola senza coglierne lo spirito. Solo alla fine si è accordo della scelta discutibile e ha deciso di INIZIO SPOILER non far finire il film come il manga, lasciando intendere un seguito che presumibilmente non ci sarà FINE SPOILER (evidenzia per vedere cosa c'è scritto).
I personaggi sono quelli del fumetto, ma alcuni risultano leggermente diversi (Hughes e King Bradley) e altri proprio non ci sono (3/4 dei militari, Van Hohenheim, Izumi, Scar, vari Homunculus). 

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Edward e Alphonse Elric
(Fonte)

La trama, come ho detto, ripercorre a grandi linee quella dell'opera originale, riproponendo pressoché le stesse situazioni.
Penso che solo il live action dell'Attacco dei Giganti sia più brutto di questo, dico sul serio.
Gli attori tutto sommato hanno recitato bene, ma risultano veramente troppo fumettosi (anche per colpa dei costumisti) e poco realistici... soprattutto Winry, purtroppo.

Insomma, guardate questo film solo se non avete altro da fare: lo trovate su Netflix con tanto di doppiaggio italiano.


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8 marzo 2018

Internet rovina la fruizione di videogiochi? - RIFLESSIONE

Internet rovina il gusto di giocare ad un videogioco? Oggi voglio provare a rispondere a questa difficile domanda.


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(Fonte)

Come dissi in un mio precedente articolo, quando da piccolo giocavo a Pokémon Blu l'esperienza che ne traevo era quasi magica. Vuoi per l'età, vuoi per l'ingenuità, ma ogni volta che sentivo parlare di Mew o di altri mostriciattoli leggendari "diventavo" un vero avventuriero (perché non c'erano "certezze" in merito).
Oggi non è così, sia per i Pokémon che per qualunque altro videogioco. Sappiamo vita, morte e miracoli di qualunque nuovo titolo mesi prima della sua effettiva pubblicazione.
Trailer, teaser, comunicati stampa, siti d'informazione, immagini, leak, interviste e anteprime ci permettono (generalmente) di arrivare all'acquisto pienamente consapevoli del prodotto che stiamo per comprare... ma non sarà un po' troppo esagerato?

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(Fonte)

Mi spiego restando sui Pokémon per comodità.
Non gioco ad un titolo di Game Freak da almeno 7/8 anni, ma tendenzialmente seguo il brand da lontano tramite le informazioni pubbliche che escono regolarmente. Nel corso del tempo, specie con l'uscita di X e Y e, successivamente, di Sole e Luna, mi sono reso conto della folle mole di dati che viene fornita agli appassionati durante la fase di sviluppo.
Pokémon nuovi, ambientazione, storia, gameplay, tecnicismi, novità generali e mostri leggendari sono tranquillamente conoscibili da chiunque con un click molto prima della pubblicazione del videogioco.

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(Fonte)

A questo punto mi sono chiesto se tutto ciò fosse un bene o un male: è meglio essere pienamente consapevoli oppure è meglio comprare a scatola chiusa?
Per quanto mi riguarda, preferisco essere bombardato di notizie piuttosto che non sapere cosa sto per comprare. Questo, ovviamente, tutela il consumatore che può pensare per bene a dove investire i suoi soldi. 
Ciò non toglie che mi piaccia scoprire per conto mio il contenuto di un titolo, quindi tendo a non leggere ogni notizia proprio per non rovinarmi l'esperienza di gioco... cerco sempre un giusto equilibrio.

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4 marzo 2018

I fumetti che mi hanno formato di più - IMPRESSIONE

Senza alcun dubbio ci sono dei fumetti che hanno fatto breccia nel mio cuore, ma solo pochi di loro mi hanno formato come persona sia caratterialmente che moralmente. In quest'articolo voglio elencarli e parlarne brevemente.


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Gatsu, il protagonista di Berserk
(Fonte)

  • XIII. Come dissi nell'articolo a lui dedicato, XIII è l'emblema della perfetta narrazione, il punto più alto a cui può ambire una storia ben scritta. Penso che quest'opera non debba mancare nel "curriculum" di lettore fumettistico di qualunque appassionato perché può insegnare come funziona il Mondo con la M maiuscola. XIII è lo spartiacque tra la vita adulta e quella infantile che non dovrebbe mai mancare nella vita di ognuno di noi;

    XIII
    Primo numero di XIII

  • Berserk. Che dire di Berserk? Semplicemente un capolavoro. Vi rimando all'articolo di Moz (del Moz O'Clock) per sapere per bene di cosa parla questo manga, perché dirò solamente ciò che mi ha trasmesso. L'opera di Miura ha dimostrato come la rabbia e la vendetta possano plasmare un uomo e come il valore della fiducia sia essenziale in un rapporto umano. Insomma, Berserk mi ha dato tanto e gli devo molto;

    berserk
    Primo numero di Berserk
  • Gen di Hiroshima. Ne ho già parlato diffusamente in passato: senza Gen di Hiroshima non sarei così avverso alla guerra ed alla violenza in generale. Nel manga di Nakazawa ho trovato lo stesso nucleo di Final Fantasy IX, ovvero un forte inno alla vita;

    gen
    Primo numero di Gen di Hiroshima
  • Le Bizzarre Avventure di JoJo. JoJo è JoJo, non c'è molto da dire. Più che un padre, JoJo è un vero compagno di vita. Ѐ quell'amico che non ti abbandona mai e che sa come farti passare il tempo col sorriso sulle labbra. Leggete JoJo, dannazione!

    jojo
    Personaggi principali della terza serie di JoJo
    (Fonte)
  • Naruto. Con Naruto si torna alla mia infanzia, quando il piccolo Kiral andava alle elementari e alle medie. Il fumetto di Kishimoto mi ha insegnato il valore dell'accettazione del prossimo e del rispetto verso tutti, senza eccezioni. Fortunatamente sono cresciuto con la prima serie e non con quella spazzatura di Shippuden (magari ne parlerò meglio in futuro!);

    naruto
    Primo numero di Naruto
  • Dragon Ball. Vi bastano 5 minuti su questo blog per capire quanto amo Dragon Ball. Ne ho parlato in tutte le salse, ma non mi sono mai fermato a riflettere su ciò che mi ha dato l'opera di quel mattacchione di Akira Toriyama. Probabilmente non sarei il 21enne d'oggi senza di lui, quindi è difficile dire cosa effettivamente mi ha trasmesso. Oltre ad avermi regalato emozioni continue, mi ha modellato come persona, magari di poco... ma l'ha fatto!

    dragonball
    Primo numero di Dragon Ball Full Color
  • One Piece. Ho "scoperto" tardi One Piece, quindi ha solo consolidato i valori in cui credo maggiormente: rispetto, fiducia, curiosità, giustizia e, perché no, quel pizzico di faccia tosta ed ingenuità (in senso buono, ovviamente) che non devono mancare mai;

    onepiece
    Primo numero di One Piece
  • The Seven Deadly Sins. Ho iniziato a leggere questo fumetto da pochissimi mesi, ma ha saputo stupirmi a tal punto da meritare un posto in questa lista. L'epopea di Meliodas forse sta per giungere al termine proprio quest'anno, ma è stata un vero fulmine a ciel sereno. Il suo messaggio (che viene svelato molto avanti nella trama) è quella frase che riecheggia anche in Last Day of June: che cosa sei disposto a fare per amore? Leggete questo manga... non ve ne pentirete, parola mia;

    TSDS
    Alcuni protagonisti di The Seven Deadly Sins
    (Fonte)
  • Fullmetal Alchemist. Non poteva mancare FMA, il capolavoro di Hiromu Arakawa. Mi ha insegnato cosa vuol dire sacrificare se stessi per le persone care e cosa comporta mettere a rischio il futuro di chi mi sta attorno. Un vero masterpiece.

    FMA
    Personaggi principali di Fullmetal Alchemist
    (Fonte)
Bene, questa full immersion nella mia psiche è finita. Chiaramente non ho parlato nel dettaglio dei fumetti che ho citato per ragioni di fruibilità dell'articolo stesso, che sarebbe risultato troppo prolisso.
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2 marzo 2018

I videogiochi a cui ho giocato di più in vita mia - IMPRESSIONE

Dopo qualche giorno di pausa, riprendo a scrivere su Gameocracy con un articolo molto "da blog": uno dove parlo di me. Nello specifico, voglio ripercorrere la mia infanzia snocciolando tutti i titoli che mi hanno tenuto incollato alla console per più tempo... iniziamo!


game
(Fonte)

  • Pokémon Blu. Probabilmente il mio primo videogioco in assoluto, o comunque il primo a cui abbia mai giocato fino allo sfinimento. Ci sono molto legato sia per l'immediatezza di gameplay che per l'alone di mistero che lo permeava (magari farò un articolo al riguardo coff coff). Senza internet si sentivano queste leggende su Mew, su Mewtwo, Missingno ecc ecc, quindi giocare a Pokémon Blu, per un piccolo Kiral di 4/5 anni, era proprio una vera avventura;


    pokémon
    Copertina di Pokémon Blu e Rosso
    (Fonte)
  • Dragon Ball Final Bout. Ne ho già parlato alla grande nel post numero 1 della GEEK LEAGUE, quindi recuperate quell'articolo se volete saperne di più (clicca qui);
  • Need For Speed: Most Wanted. Uno dei pochissimi titoli automobilistici che io abbia mai amato (insieme a lui, forse solo F1 2004 ha fatto breccia nel mio cuore). Adoravo il puro cazzeggio: girovagare per la città correndo come un matto e, soprattutto, sgamare tutti i posti più belli dove fare santi e quant'altro;

    nfsmw
    Copertina di Need For Speed Most Wanted (2005)
    (Fonte)
  • Dragon Ball Z Budokai Tenkaichi 2/3. Ho messo sia il secondo che il terzo capitolo perché li ho giocati un sacco entrambi, sia da solo che in compagnia. Anche in questo caso l'assenza della rete ha giocato un ruolo fondamentale poiché perdevo (o sfruttavo?) giorni e giorni a capire come sbloccare un semplice personaggio (mi ricordo ancora il tempo passato a sbloccare Goku Bambino) o per trovare le combinazioni di oggetti migliori per potenziare i vari combattenti. Fondamentalmente passavo più tempo nei menù che in game, e va bene così;
  • Pokémon Diamante. Ero già più grande, stiamo parlando del 2006/2007 ed il piccolo Kiral aveva il suo bellissimo Nintendo DS di prima edizione (quelli grigio e nero, che funziona ancora). Non scherzo, Pokémon Diamante lo conosco come le mie tasche e avrò totalizzato qualcosa come 500 ore a scoprire tutto sulla Regione di Sinnoh col mio stupendo Infernape. Non dimenticherò mai i pomeriggi passati con gli amici giocando "online" nel sottosuolo della mappa (esatto, si poteva creare un bunker sotterraneo) o cercando i Pokémon più rari... e ammazzandoli... ebbene sì, sono uno di quelli che ha ammazzato Dialga per sbaglio e che ha salvato subito dopo. Passiamo oltre, che è meglio;

    diamante
    Copertina di Pokémon Diamante e Perla
    (Fonte)
  • One Piece Pirate Warriors 2. Il mio primissimo titolo su One Piece. Dovete sapere che da piccolo il manga di quel mattacchione di Eiichiro Oda non mi piaceva... anzi, mi disgustava. Poi sono guarito. Penso d'aver giocato almeno 100/150 ore a Pirate Warriors 2, un titolo che, sulla carta, dovrebbe essere noiosissimo (è un musou alla Dinasty Warriors, per capirci). Nonostante la sua fortissima ripetitività, l'ho amato alla follia e, tra l'altro, lo consiglio a tutti;

    onepiece
    Copertina di One Piece Pirate Warriors 2
    (Fonte)
  • Bloodborne. Il mio rapporto con Bloodborne è stupendo (ne ho parlato anche qualche mese fa). L'ho finito almeno nove volte con lo stesso personaggio, raggiungendo l'NG+9, quindi ora come ora il gioco è nove volte più difficile del normale. Lo conosco, ovviamente, a memoria e potrei finirlo nel giro di 40/45 minuti senza troppe difficoltà. Questo titolo è stato il primo che sono davvero riuscito a "rompere" per quanto bene lo conoscessi;
  • The Witcher 3. Che dire di The Witcher 3? Probabilmente è uno dei videogiochi più belli della storia e, pur senza averlo sviscerato, l'ho veramente adorato (e mi ci sono infognato parecchio, fino a dedicargli un articolo);
  • Naruto Ultimate Ninja Storm Generations/3/Revolution/4. Ho voluto mettere tutti e quattro i Naruto di CyberConnect2 che ho giocato perché sono i primi picchaduro che hanno risvegliato in me quel fuoco che si era spento dopo Dragon Ball Z Budokai Tenkaichi 3. Sono tutti eccezionali grazie al gameplay sopraffino che li caratterizza e all'immediatezza degli scontri. Buona parte delle ore spese giocando, le ho sfruttate online con un amico (che ha un canale YouTube dove carica delle brevissime clip da PS4) e in multiplayer locale, sempre con lui. Senza questi innumerevoli pomeriggi di gaming, mi sarei goduto molto meno i capolavori di CC2.

    naruto
    Copertina di Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm 4
    (Fonte)

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