25 febbraio 2018

Tutti i tipi di manga - GUIDA

Dopo aver sviscerato tutte le varie categorie di videogiochi e fumetti, voglio concentrarmi sui manga (i famosi fumetti giapponesi) per concludere questo "filone" di articoli enciclopedici.


manga
Protagonisti di alcuni manga
(Fonte)

Per chi non lo sapesse o non avesse letto il mio precedente articolo, un manga è, banalmente, un fumetto giapponese
In Giappone qualunque fumetto viene chiamato "manga", anche quelli esteri, mentre in Italia (e negli altri paesi ad esclusione del Giappone) questo termine viene usato per indicare le opere fumettistiche nipponiche.
Quindi, per come adoperiamo noi questa parola, tutti i manga sono fumetti, ma non tutti i fumetti sono manga.
Tra l'altro il mercato fumettistico del Sol Levante è, ad oggi, il più vasto e ricco del mondo, oltre che quello più conosciuto in assoluto (e che amo di più)

Fatte le dovute precisazioni, iniziamo.
Per prima cosa bisogna individuare i vari target (pubblico) di riferimento:
  • Kodomo. Sono i manga per bambini, come Doraemon o Hamtaro;
  • Shōnen. Sono i manga per ragazzi adolescenti, come i celebri Dragon Ball, One Piece, Naruto, Bleach e compagnia bella;
  • Shōjo. Sono i manga per ragazze adolescenti. Alcuni esempi possono essere Lady Oscar o Candy Candy; 
  • Seinen. Sono manga per uomini maggiorenni. Tra l'immensa gamma di seinen, voglio ricordare Berserk e Devilman;
  • Josei (o Redisu). Sono manga per donne maggiorenni. Non sono un esperto, ma, giusto per fare un esempio, cito Nana.

shonen
Due manga shonen e un seinen (One Punch Man)

Ognuno di questi target ha una rosa di generi ricorrenti che li caratterizzano.
Nei Kodomo abbiamo gli Aniparo (parodie di altri manga e anime) e i classici Fantasy

Per quanto riguarda gli Shonen e i Seinen la lista è bella corposa, ma vediamo le cose principali.
Innanzitutto abbiamo i Battle, cioè tutti quei manga dove ci sono dei combattimenti (Dragon Ball ecc), i Mecha con i robottoni, gli Spokon che parlano di sport (Capitan Tsubasa, Slam Dunk ecc), i Meitantei con le loro storie poliziesche "alla Detective Conan" e, infine, i sempreverdi Fantasy.

meitantei
Primo numero di Detective Conan, un manga meitantei

Passiamo al lato femminile parlando dei generi peculiari degli Shojo e dei Josei.
Per prima cosa vanno citati i famosissimi Maho Shojo (o Majokko), ovvero tutti quei manga con protagoniste dotate di poteri magici... come Doremi e Sailor Moon.
Dopodiché abbiamo i Ren'ai, cioè fumetti romantici, che possono riguardare storie di ragazzi e ragazze, e, per finire i Romakome: le commedie romantiche.

Per concludere abbiamo tutti quei generi da adulti, che troviamo nei Seinen e nei Josei: Gekiga, Gore, Suriraa, Hentai e Ecchi.
I Gekiga sono manga che trattano storie drammatiche, come "La storia dei tre Adolf", e possono essere paragonati (magari alla lontana) alle Graphic Novel occidentali.
Il Gore, come dice il nome, è un sottogenere dell'Horror, conosciuto anche come "Splatter". Ovviamente stiamo parlando di fumetti estremamente violenti.
I Suriraa sono un po' la versione adulta dei Meitantei, quindi fumetti gialli più maturi, come Monster.
Infine abbiamo i famosi Hentai e Ecchi. I primi sono i manga pornografici, mentre i secondi sono "semplicemente" erotici e per entrambi ci sono le varianti eterosessuali ed omosessuali. 

seinen
Primo numero di Berserk, un manga seinen

Chiaramente tutti i generi che non sono presenti, ma che lo sono nel mio articolo sui fumetti, sono applicabili anche nei manga.
La ragione di questa mancanza è presto detta: ho preferito focalizzarmi sugli aspetti principali del mercato nipponico, spiegando i termini più comuni.
Inoltre tutti queste categorie sono estendibili anche agli "anime", i cartoni animati giapponesi.

Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento qui sotto o sui miei social (o cliccando su una delle tre reazioni disponibili)!
Essendo affiliato ad Amazon, se acquistate i prodotti linkati da me, una piccola percentuale andrà al sottoscritto senza alterare il prezzo del prodotto in alcun modo.

23 febbraio 2018

Un elogio a Last Day of June, un bel videogioco italiano - IMPRESSIONE

Spesso si sente dire che in Italia lo sviluppo dei videogiochi è fermo, ed è vero... almeno in parte.
Non siamo un paese famoso per la produzione di videogame, ma bisogna ammettere che "abbiamo" creato delle chicche davvero niente male. Oggi ve ne voglio consigliare una che ritengo particolarmente meritevole.


logo
Immagine promozionale del videogioco
(Fonte)

Last Day of June, uscito il 31 agosto 2017 su PC e PS4, sviluppato da Ovosonico e pubblicato da 505 Games, è un titolo rompicapo/avventura grafica in tre dimensioni e con visuale in terza persona (alle spalle del personaggio). I ragazzi di Ovosonico, capitanati da Massimo Guarini, hanno voluto raccontare una storia sull'accettazione di un lutto facendoci vivere l'esperienza di Carl, un giovane uomo che deve metabolizzare la perdita della sua dolce metà

Vediamo più nel dettaglio la sinossi riportata nel PlayStation Store:
"Prendi parte a un viaggio che comincia dal luogo preferito di Carl e June, e cerca di sbloccare la sequenza di eventi che possono salvare June da un tragico epilogo, in questo racconto in stile cinematografico che ti porterà a domandarti: “Cosa saresti disposto a fare per salvare la persona che ami?
Last Day of June è un racconto interattivo che parla d'amore e di morte, creato da un team di incredibili talenti - fra cui il geniale Game Director Massimo Guarini (Murasaki Baby, Shadows of the Damned) e il musicista e produttore di successo Steven Wilson, con la collaborazione di Jess Cope, scrittrice/regista/animatrice (animatrice in “Frankenweenie” e regista del video musicale dei Metallica “Here Comes Revenge”)."

carl
Carl
(Fonte)

Ciò che colpisce, almeno inizialmente, di questo videogioco è lo stile estetico particolare (che ricorda un po' quello di Tim Burton). Ogni personaggio sarà molto stilizzato, senza occhi e bocca. Il risultato è veramente senza precedenti, in quanto la maestria degli sviluppatori permette al giocatore di percepire perfettamente le emozioni dei personaggi, toccando il suo s
tesso cuore con un'abilità più unica che rara.
L'ambientazione, dal canto suo, è talmente tanto curata che sembrerà di guardare costantemente un quadro in movimento.

Un'altra caratteristica peculiare del titolo è la totale assenza di dialoghi.
Esatto: in Last Day of June, non si parla mai... o meglio, non lo si fa con una lingua conosciuta, ma con dei suoni simili a dei sospiri.
Nonostante ciò, non ci saranno mai dei dubbi in merito alle intenzioni dei vari personaggi: risulta tutto molto chiaro grazie alla loro gestualità e all'ottima regia.

Arrivati a questo punto, alcuni di voi potranno chiedersi com'è il gameplay di questo titolo... beh preferisco non dirvelo per non rovinarvi la sorpresa. 
Vi basta sapere che bisognerà risolvere dei rompicapi ambientali e... "temporali" (mi cucio la bocca!)...

Last Day of June è un vero capolavoro che tocca temi poco trattati nel mondo videoludico in modo più che dignitoso, regalando all'utente un'esperienza indimenticabile, tra le infinite pieghe dell'animo umano.

Ecco il trailer!
Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento qui sotto o sui miei social (o cliccando su una delle tre reazioni disponibili)!

19 febbraio 2018

Un anno di Gameocracy - EXTRA

Eccoci qui, un anno dopo l'apertura di Gameocracy.
In un anno sono cambiate molte cose e con questo articolo voglio fare un piccolo bilancio sull'andamento del blog.


Partiamo dalle origini di questo progetto.
Partiamo da WordPress.
Come accennai nel post natalizio, Gameocracy nasce su WordPress circa 3 mesi prima dell'approdo su Blogger (quindi a fine 2016). Le ragioni dell'abbandono della precedente piattaforma sono molteplici, ma la principale è la limitatezza della versione free. Avevo bisogno di uno strumento semplice ed efficace, così passai a Blogger, cancellando completamente il mio blog "wordpressiano".
Iniziai la mia avventura in casa Google trasportando i miei articoli scritti precedentemente ed entrando subito in sintonia col nuovo mezzo.

Mese dopo mese imparavo a gestire il blog e, di conseguenza, aprii il mio account Twitter, la mia pagina Facebook ed il profilo Instagram, per permettere ai miei lettori di contattarmi in assoluta libertà (e per condividere gli articoli, oltre che per scrivere riflessioni a caldo).
In ogni caso il blog era ed è la mia piattaforma principale, i social sono una cosa aggiuntiva.

Nel corso di quest'anno ho sperimentato un sacco di cose, la maggior parte delle quali non sono mai state realizzate. Ho conosciuto un sacco di blogger, quasi tutti membri della neonata GEEK LEAGUE
Da una manciata di mesi Gameocracy ha iniziato ad ingranare veramente bene... si può dire che tutto ciò sia iniziato dalla mia premiazione ai Boomstick Awards 2017 da parte del buon Delux
Comunque, nel corso del 2018 ho intenzione di continuare su questa rotta e di migliorare sempre di più.

Per finire l'articolo, vi propongo gli articoli più letti del 2017 (da cui si può dedurre un forte apprezzamento nei confronti di Dragon Ball):

Come bonus, ecco alcuni articoli che vi consiglio e che, forse, vi siete persi:
Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento qui sotto o sui miei social (o cliccando su una delle tre reazioni disponibili)!
Essendo affiliato ad Amazon, se acquistate i prodotti linkati da me, una piccola percentuale andrà al sottoscritto senza alterare il prezzo del prodotto in alcun modo.

17 febbraio 2018

Due parole sul primo numero di Jenus di Nazareth - IMPRESSIONE

Finalmente ho recuperato il primo numero di Jenus, il celebre fumetto comico/satirico di Don Alemanno, in formato digitale. 

Perché digitale è meglio. 

Punto.


copertina-ortolani
Copertina disegnata da Leo Ortonali
(sì, potevo fare gli screen, ma è più figo fare la foto all'iPad)


Dopo aver riletto Quando c'era LVI (e aver scritto un articolo in merito), mi è venuta voglia di altra comicità pungente, quindi mi sono subito indirizzato verso Jenus, che, sfortunatamente, non avevo ancora letto. 

Partiamo dall'incipit di trama (copiato da ciò che riporta Amazon): "Un giorno Dio, nel tentativo di riparare ai mali dell'uomo e ricondurlo sulla retta via, inviò sulla Terra per la seconda volta il suo unico figlio... Jesus. Ma per una piccola svista, il Signore gli diede corpo di uomo troppo velocemente, facendolo sfracellare al suolo nella discesa. Nasce così Jenus... colui che, persa la memoria, vaga sulla Terra con tutte le risposte. Solo che non se le ricorda... Jenus è sfacciato, menefreghista, opportunista e ama il rock. Non aiuta mai nessuno e le poche volte che lo fa, peggiora le cose. Al suo fianco c'è Angius, l'Agnello di Dio amico del nostro protagonista, che cerca di aiutarlo nel lungo cammino per fargli recuperare la memoria."

gesù
Prima apparizione di Jenus

Potrei benissimo fermarmi qui, consigliandovi di comprarlo ad occhi chiusi, ma preferisco darvi qualche dettaglio in più.
Fin dalle primissime pagine si capisce il taglio della narrazione, che vuole bersagliare la Chiesa e ciò che ormai rappresenta. Don Alemanno non perde occasione per far notare l'ipocrisia dietro al concetto stesso di "Papa", rappresentando Benedetto XVI (che all'epoca della pubblicazione era Pontefice) come un uomo assetato di potere a cui importa solo mantenere la sua posizione di guida del cattolicesimo.

papa-agnello
Papa Benedetto XVI e Angius

Jenus è la parodia delle parodie
, il fumetto perfetto per chi cerca qualcosa di veramente pungente e diretto: anche Don Alemanno, come 
Fabbri, Antonucci e Perrotta, non si pone limiti.
Lo consiglio e riconsiglio a tutti: con circa 3 euro vi portate a casa la versione digitale... cosa aspettate?


Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento qui sotto o sui miei social (o cliccando su una delle tre reazioni disponibili)!
Essendo affiliato ad Amazon, se acquistate i prodotti linkati da me, una piccola percentuale andrà al sottoscritto senza alterare il prezzo del prodotto in alcun modo.

16 febbraio 2018

Due parole sul fumetto Quando c'era LVI - IMPRESSIONE

Quando c'era LVI è un fumetto da avere, da leggere e rileggere. 
Una critica satirica ad un'Italia che dimentica e che vuole dimenticare, ad un'Italia bigotta ed immatura.
Dietro alla comicità del lavoro svolto da Antonucci, Fabbri e Perrotta, si cela un messaggio molto importante, che non va sottovalutato.


albi
Tutti e quattro gli albi di Quando c'era LVI

Ma andiamo con ordine.
Che cos'è Quando c'era LVI?
È un fumetto nostrano uscito tra il 2016 ed il 2017, scritto da Daniele Fabbri, disegnato da Stefano Antonucci e colorato da Mario Perrotta, dove viene raccontata la storia di un'ipotetica Italia dove Mussolini è stato riportato in vita da alcuni neofascisti.
Tutto ciò viene raccontato sfruttando una satira pungente, volta a divertire e a far riflettere.
L'attenzione, almeno inizialmente, è focalizzata sul piccolo gruppo estremista, ma, col passare del tempo, si allarga a tutto il paese ed alle altre forze politiche.
Quando c'era LVI non fa sconti per nessuno, non ha peli sulla lingua e non ha paura di esprimersi: proprio il tipo di narrazione che piace a me.

prime-pagine

La lettura può procedere, chiaramente, a più livelli.
C'è chi si ferma alla storia superficiale (che già da sola vale il prezzo del fumetto) e chi scava più in profondità, cercando di cogliere tutte le sfumature satiriche/caricaturali che arricchiscono l'opera.
Non voglio fare spoiler, quindi non parlerò di ciò che succede dopo il ritorno del dittatore, ma vi basta sapere che non è andato tutto per il verso giusto.

pagina

Potete trovare Quando c'era LVI sia in albi singoli (4 in totale), sia in versione cartonata, comprendente tutte le uscite.
Insomma, avrete sicuramente capito che consiglio questo fumetto a tutti, perché c'è davvero bisogno di opere così.

extra
Esempio di pagine extra alla fine di ogni albo

"Nel nostro paese la forma più comune di imprudenza è quella di ridere, ritenendole assurde, delle cose che poi avverranno."

-Ennio Flaiano.


Altre opere degli stessi autori:

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento qui sotto o sui miei social (o cliccando su una delle tre reazioni disponibili)!
Essendo affiliato ad Amazon, se acquistate i prodotti linkati da me, una piccola percentuale andrà al sottoscritto senza alterare il prezzo del prodotto in alcun modo.

12 febbraio 2018

Un elogio a Dissidia Final Fantasy Opera Omnia - IMPRESSIONE

Dissidia è arrivato gratuitamente su smartphone (Android ed iOS) con un titolo davvero niente male: Dissidia Final Fantasy Opera Omnia. Vediamo di cosa si tratta.


logo
Titolo del gioco

Partiamo, come al solito, dalle basi: che cos'è "Dissidia Final Fantasy"?
Molto semplicemente, nei vari Dissidia (prima su PSP e ora su PS4) si combatte usando tutti i personaggi principali della serie di Final Fantasy.
Opera Omnia non è altro che la versione per smartphone di questo particolare brand di casa Square Enix.  

Da buon titolo gratuito per mobile, la struttura di questo nuovo videogioco (uscito in Europa pochissime settimane fa) vorrebbe portare l'utente a spendere denaro reale per proseguire più agilmente nei vari livello di gioco.

menù
Menù di gioco

Ma andiamo con ordine.
Cosa si fa in Dissidia FF Opera Omnia?
Principalmente si dovranno completare della aree, suddivise in livelli distinti, dove dovremo sconfiggere tutti i nemici ed i boss tramite il nostro "party" (squadra), composto da tre personaggi. Gli scontri saranno a turni, come nei classici FF, e riprendono le regole di base dei Dissidia. 
In altre parole potremo effettuare due tipi di attacchi
  • Attacco all'Audacia/Bravery: ci permette di accumulare Audacia e di toglierne al nemico.  l'Audacia è un valore, indicato su schermo, che indica quanti Punti Vita tolgono i nostri attacchi normali;
  • Attacco alla Vita/HP: danni inflitti alla Vita dell'avversario e, appunto, sono pari al nostro livello di Audacia: se avremo 1000 di Audacia, toglieremo 1000 Punti Vita al nemico.

gioco
Schermata di un combattimento


Oltre a ciò, potremo usare un'Evocazione a nostra scelta durante gli scontri (da scegliere prima della missione).
Segnalo anche la presenza di una trama principale, ma non la sto seguendo affatto visto che di solito è un pretesto banalissimo per far incontrare personaggi provenienti da mondi totalmente diversi.

Ogni personaggio che sbloccheremo durante la storia (ebbene sì, non dovranno essere trovati randomicamente) potrà essere personalizzato per quanto concerne l'arma e l'oggetto difensivo
Questi ultimi due elementi si potranno trovare alla fine di ogni missione oppure attraverso le famigerate loot box, spendendo una moneta di gioco accumulabile usando denaro reale o completando i vari livelli.
Finora, dopo 4/5 ore, non ho mai sentito il bisogno di aprire il portafoglio per trovare oggetti rari e potenti, ma sono abbastanza sicuro che più avanti sarà sempre più difficile proseguire "gratis".

pre-partita
Menù di selezione del party

Non giriamoci attorno, Dissidia FF Opera Omnia mi piace parecchio.
La formula adottata da Square Enix, adottata in quasi tutti i titoli di questo tipo, è stata orchestrata magistralmente.
La grafica è semplicemente perfetta ed il gioco è divertente. Per carità, con Dissidia si va sempre sul sicuro, ma non è facile svolgere un lavoro così curato su un titolo creato appositamente per macinar denaro. 
L'unica pecca, forse, è che non esiste una traduzione in italiano, ma solo in inglese... tuttavia stiamo parlando di un'app dove si fa sempre la stessa cosa, quindi ritengo più che sufficiente l'inglese.
Consiglio questo videogame a tutti gli appassionati e a chi cerca un passatempo semplice, ma soddisfacente.

missioni
Selezione delle missioni
area
Selezione dell'area









Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento qui sotto o sui miei social (o cliccando su una delle tre reazioni disponibili)!
Essendo affiliato ad Amazon, se acquistate i prodotti linkati da me, una piccola percentuale andrà al sottoscritto senza alterare il prezzo del prodotto in alcun modo.
Tutte le immagini dell'articolo sono state scattate dal sottoscritto.

10 febbraio 2018

Un elogio a Final Fantasy XV Pocket Edition - IMPRESSIONE

Final Fantasy XV Pocket Edition è un titolo imperdibile per tutti gli appassionati dell'omonima serie ideata da Sakaguchi nel lontano 1987. Vediamo brevemente i contenuti del primo capitolo rilasciato gratuitamente per dispositivi Android e iOS.


logo
Menù principale di FFXV Pocket Edition

Ormai chi segue Gameocracy da molto, sa perfettamente cosa penso in merito a Final Fantasy XV (a questo link potete trovare tutti gli articoli a cui faccio riferimento), quindi non mi ripeterò.

Partiamo dalle basi: che cos'è Final Fantasy XV Pocket Edition?
È la versione per smartphone dell'omonimo titolo uscito su console casalinga nel 2016. Chiaramente è un'edizione adattata e fatta apposta per poter girare agilmente sui cellulari di fascia medio-alta, quindi scordatevi la grafica spettacolare vista su PS4 e Xbox One.
Parlando di grafica, infatti, i ragazzi di Square Enix hanno deciso di "cartoonizzare" l'intero gioco, dall'ambientazione ai personaggi. Inizialmente ho storto un po' il naso pensando al fatto che, in questo modo, le espressioni facciali sarebbero state totalmente appiattite, ma il risultato finale mi è  comunque piaciuto parecchio.

gioco
Schermata di gioco

Un ulteriore plauso va alle impostazioni grafiche modificabili per permettere al singolo utente di giocare al meglio: si può scegliere la quantità di fps (ovviamente puntate ai 60 fissi) e la definizione estetica, al fine di alleggerire il lavoro dei dispositivi più datati.

impostazioni
Impostazioni di gioco

Ma non finiscono qui i pregi... passiamo al gameplay.
I più veterani si ricorderanno perfettamente il sistema di combattimento a turni che ha contraddistinto da sempre la serie di Final Fantasy. Tuttavia, col quindicesimo capitolo, Square Enix ha deciso di cambiare rotta e di ideare uno stile di gioco action in tempo reale, che ha saputo trasporre divinamente anche su smartphone (potrei azzardarmi a dire che il combat system della Pocket Edition è migliore di quello su console).

combattimento
Scena di combattimento

Giustamente chi non ha mai giocato a Final Fantasy XV si starà chiedendo: qual'è l'incipit di trama?
"Lasciata la capitale insieme ai suoi migliori amici per convolare a nozze con la sua fidanzata Luna, il principe Noctis ascolta atterrito mentre i notiziari radio annunciano la sua morte, quella di suo padre, re Regis, e della sua promessa sposa. Il presunto armistizio tra il regno di Lucis e l’Impero è fallito e la sua terra natale è sotto attacco. Per scoprire la verità e riconquistare il trono, Noctis e i suoi fedeli compagni dovranno affrontare pericoli di ogni genere in una spettacolare ambientazione open world, tra creature gigantesche, straordinari paesaggi, culture diverse e infidi avversari." (ho citato il sito ufficiale di Final Fantasy XV).
Insomma, stiamo parlando di un videogame J-RPG, fantasy (non medievale, ma ai giorni nostri) e open world.

personaggi
Protagonisti del gioco.
Da sinistra a destra: Ignis, Noctis, Gladio e Prompto

Veniamo al prezzo: quanto costa Final Fantasy XV Pocket Edition?

Il primo capitolo è completamente gratuito, mentre i restanti nove sono a pagamento.

  • Se acquistati singolarmente, i capitoli 2 e 3 costano 1 euro, mentre gli altri 4 euro
  • Se acquistati tutti insieme costano 20 euro.
Il prezzo è tutto sommato corretto, anche se è possibile trovare la versione per console già a 30 euro.

Consiglio a chiunque di provare il primo capitolo e di comprare gli altri solo se non si ha la possibilità di giocarlo su console o su PC (dove uscirà a breve).
Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento qui sotto o sui miei social (o cliccando su una delle tre reazioni disponibili)!
Essendo affiliato ad Amazon, se acquistate i prodotti linkati da me, una piccola percentuale andrà al sottoscritto senza alterare il prezzo del prodotto in alcun modo.

Godetevi altri screenshot fatti da me per farvi un'idea migliore del titolo:













Potrebbe interessarti:

8 febbraio 2018

Due parole su RiME e KNACK - IMPRESSIONE

Gli abbonati al PlayStation Plus, durante tutto il mese di febbraio, potranno scaricare gratuitamente due piccole perle del panorama videoludico moderno: RiME e KNACK. Vediamo di cosa si tratta.


rime-knack
Giochi di febbraio 2018 per il PS Plus
(Fonte)

Partiamo in quarta parlando di RiME.
RiME è stato sviluppato da Tequila Works e pubblicato su PS4, Xbox One, PC e Switch a fine 2017. Stiamo parlando di un puzzle/adventure, che unisce una narrazione silenziosa e profonda ad enigmi ambientali utili a proseguire nel gioco.
Ricorda qualcosa? Journey è una delle più probabili fonti d'ispirazione di RiME, senza che ciò infici in alcun modo nell'originalità del titolo. Infatti, di primo acchito, si potrebbe pensare che il prodotto di Tequila Works sia una copia del capolavoro di Thatgamecompany, ma non è affatto così. 
RiME ha un fortissimo carattere dato dall'ambientazione spettacolare e dal carisma del protagonista che, pur non parlando, risulta iconico fin dai primissimi minuti di gioco.
Ad ogni passo si respira pura poesia anche grazie alla magnifica colonna sonora che ci accompagnerà per tutto il viaggio. 
Consiglio RiME a chiunque ami i titoli "alla Journey", quindi con connotati artistici molto evidenti.


Passiamo al secondo videogioco gratuito per gli abbonati PS Plus di febbario: KNACK.
Sicuramente chi seguì il lancio di PlayStation 4 nel 2013 si ricorderà perfettamente di questa nuova esclusiva Sony, che è cadde presto nel dimenticatoio.
In realtà l'idea dietro KNACK è molto interessante ed apre molteplici possibilità di gameplay, ma partiamo dalle basi: che cos'è KNACK? Anche in questo caso stiamo parlando di un platform con un pizzico d'avventura, ma, a differenza di RiME, controlleremo una creatura formata da reperti archeologici risalenti ad una civiltà perduta, che dona il suo nome al titolo del gioco. Quest'ammasso di oggetti, oltre ad essere senziente e parlante, potrà modificare la sua grandezza perdendo o recuperando le parti che lo compongono
Durante il gioco dovremo superare degli stage abbattendo dei nemici con le nostre abilità peculiari o completando delle fasi puramente platform.
La trama, al contrario di RiME, ci viene narrata esplicitamente: "il Dottor Vargas, uno scienziato, ha studiato delle antiche reliquie provenienti da una civiltà perduta ed è riuscito a trovare un modo per unirle insieme e per dar loro una coscienza propria. Il risultato di questi esperimenti è Knack, una creatura dai poteri misteriosi. L'umanità è minacciata da un esercito di goblin rinati e Knack si fa avanti per proteggerla, fin quando non diventa chiaro che un ulteriore pericolo sta per provenire da alcuni elementi della comunità terrestre" (ho citato Wikipedia per evitare di fare spoiler).
Consiglio questo titolo a tutti gli amanti dei platform e anche a chi cerca qualcosa di veramente diverso dal solito.



Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento qui sotto o sui miei social (o cliccando su una delle tre reazioni disponibili)!
Essendo affiliato ad Amazon, se acquistate i prodotti linkati da me, una piccola percentuale andrà al sottoscritto senza alterare il prezzo del prodotto in alcun modo.
Tutti i video presenti nell'articolo sono stati girati dal sottoscritto tramite PS4.

5 febbraio 2018

GEEK LEAGUE - Dragon Ball Final Bout, il mio totem geek

logo-gl

Dragon Ball Final Bout è stato il titolo più importante della mia carriera da videogiocatore e, con questo primo articolo targato GEEK LEAGUE, voglio parlarvene per bene.


copertina
Copertina di Dragon Ball Final Bout

Uscito nel 1997 per PlayStation, Dragon Ball Final Bout (che d'ora in poi chiamerò DBFB) è un picchiaduro con visuale a scorrimento orizzontale (alla Budokai o FighterZ, per capirci) in cui i vari guerrieri del mondo creato da Akira Toriyama possono scontrarsi in duelli 1vs1. La grafica è completamente tridimensionale... e probabilmente fu questo a colpirmi talmente tanto che ci giocai per svariati anni. Troppi anni.

retro
Retro di Dragon Ball Final Bout dove troneggia la scritta "SANGOKU". Sì. "SAN".

Questo non vuole essere un articolo dove analizzo il titolo, ma dove mi concentro sulla mia esperienza passata.
Allora, partiamo dal presupposto che Final Bout è un videogame brutto. Molto brutto. Quasi imbarazzante... solo che all'epoca mi sembrava perfetto. Ci giocavo fondamentalmente perché era Dragon Ball e perché mi piaceva sparare Kamehameha a ripetizione (mi divertivo veramente con poco, sì).
Col passare dei mesi diventavo sempre più bravo, facevo combo sempre più complesse e imparavo a memoria ogni singolo moveset dei personaggi.

Parlando di personaggi, il roster era minimo (comunque più vasto di quello di FighterZ) e doveva essere ampliato completando la modalità storia. Quest'ultima era una normalissima serie di scontri completamente slegati tra di loro, sempre più difficili, in cui alla fine bisognava sconfiggere Baby Vegeta in versione scimmione (dove venivano inquadrati solo i piedi, praticamente).


libretto
Il fantastico libretto d'istruzioni del gioco. Sempre con SANGOKU. Perché SON era troppo corretto.

C'è un "ma", un "ma" gigantesco. Avrò finito la storia centinaia di volte, ma la mia memory card non salvava i progressi... quindi ogni volta che spegnevo la Play, dovevo ricominciare tutto da zero. All'epoca le provai tutte: salvavo più volte, "pulivo" la memory col leggendario soffio riparatore e creavo un nuovo salvataggio. Nulla sembrava funzionare. Alla fine mi arresi e non ci feci più caso, limitandomi a giocare.
Questo significa che non ho quasi mai usato personaggi come Goku SSJ 4 (che per me era un mito, da quante poche volte l'ho visto nel gioco), Goku SSJ o Super Vegeth: insomma, i personaggi più fighi mi erano preclusi.

A questi problemi tecnici aggiungiamo il gameplay semplicemente pietoso. Le animazioni legnose e i movimenti lentissimi rendono DBFB un titolo praticamente ingiocabile.
Vi dirò di più.
Dopo aver riempito una barra apposita, si poteva iniziare una serie di combo devastanti premendo, nello stesso momento, il tasto croce e il tasto quadrato. Questa particolare combinazione di tasti si chiamava Attacco Meteor e spesso metteva fine agli scontri in brevissimo tempo. Peccato che a me non sia mai riuscita, pur essendo semplicissima da attuare... e questa cosa me la ricordo ancora oggi come se fosse successa 5 minuti fa, per quanto mi ha frustrato da piccolo. Non so se fosse un bug, ma sono assolutamente convinto d'aver seguito i passaggi correttamente ad ogni singolo tentativo.


Nonostante tutti questi evidenti problemi, Final Bout fu il titolo che mi accompagnò maggiormente nella mia crescita di videogiocatore, facendomi innamorare perdutamente di questo medium.

Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento qui sotto o sui miei social (o cliccando su una delle tre reazioni disponibili)!
Essendo affiliato ad Amazon, se acquistate i prodotti linkati da me, una piccola percentuale andrà al sottoscritto senza alterare il prezzo del prodotto in alcun modo.

Scoprite tutti gli altri Totem della GEEK LEAGUE!

Seguite la PAGINA FB della GEEK LEAGUE!

Avete un blog o uno spazio che parla di cultura pop, retro, nerd e geek?
Abbiamo bisogno di voi! Entrate a far parte della GEEK LEAGUE!
Clicca qui per tutte le informazioni!

Potrebbero interessarti:

4 febbraio 2018

Tutti i generi di videogiochi - GUIDA

Dopo aver parlato diffusamente dei vari generi di fumetti esistenti, oggi voglio replicare lo stesso articolo applicandolo ai videogiochi. Non è stato semplice, ma ho fatto del mio meglio. 


controller
Tutti i tipi di controller
(Fonte)

Dopo aver setacciato il web alla ricerca di fonti attendibili, ho notato che non c'è una vera e propria lista completa di generi videoludici. Ogni sito proponeva una serie di generi che spesso divergeva da quella degli altri, quindi con quest'articolo voglio proprio far chiarezza (chiaramente in calce trovate tutte le fonti che ho consultato).
Moltissimi esempi che farò saranno videogiochi ibridi, vista la difficoltà di trovarne uno puro al 100%.
Iniziamo:
  • Azione (Action): sono titoli frenetici basati sui riflessi e la memoria muscolare del giocatore. Un esempio può essere Devil May Cry;
    • Hack and Slash: generalmente in questo caso vengono usate armi bianche. Dante's Inferno è un normale Hack and Slash;
    • Picchiaduro: nei picchiaduro si combatte. Gli scontri possono essere 1vs1 o contro avversari multipli. Tekken 7, Street Fighter e Dragon Ball Xenoverse 2 fanno parte di questa categoria;
    • Sparatutto: famosissimo genere videoludico dove il nostro personaggio imbraccia un'arma da fuoco e spara a vari nemici. Doom è un classico sparatutto;
      • FPS (Sparatutto in Prima Persona, First Person Shooter): noi vediamo quello che vede il nostro personaggio. Un esempio è Halo;
      • TPS (Sparatutto in Terza Persona, Third Person Shooter): la telecamera è posizionata alle spalle del nostro personaggio. Un esempio è certamente Gears of War;
      • Shoot 'em up: uno dei generi più anziani di sempre. In questi titoli si spara contro molti nemici, spesso a bordo di un veicolo, come in Space Invaders;
    • Platform (A Piattaforme): mi basta farvi due esempi per far capire subito di cosa sto parlando: Super Mario Bros e Crash Bandicoot;
  • Avventura (Adventure): titoli dalla forte componente narrativa ed esplorativa. Spesso il giocatore dovrà risolvere enigmi per proseguire;
    • Avventura Testuale: nelle avventure testuali tutto il gioco consiste in dialoghi e descrizioni su schermo e l'interazione consiste nello scrivere manualmente delle risposte. Un esempio classico è Zork;
    • Avventura Grafica (o Punta e Clicca): sono titoli come Monkey Island, in cui ci muoveremo in varie schermate dove dovremo trovare oggetti e risolvere enigmi interagendo con l'ambiente circostante cliccando col muose; 
    • Avventura Dinamica: è un genere ibrido con l'action. Un normale action/adventure è Uncharted;
  • Arcade: anche questo, come lo Shoot 'em up, è un genere molto anziano. Gli arcade sono quei titoli che nascono in sala giochi e che sono dotati di un punteggio. Alla fine della partita, infatti, viene assegnato un punteggio alle prestazioni del giocatore... come in Pac-Man;
  • Strategia: un videogioco strategico si ha quando il giocatore è chiamato a gestire con una certa logica degli elementi come un villaggio, un esercito, l'economia di una comunità e cose simili... basta pensare ad Age of Empires;
    • In tempo reale (RTS, Real Time Strategy): come dice il nome, negli RTS tutto il gioco si svolgerà in tempo reale, come in Warcraft, Starcraft e Command & Conquer;
    • A turni (TBS, Turn Based Strategy): l'esatto opposto degli RTS. In questo caso l'azione si svolgerà in turni ben determinati e bisognerà aspettare la decisione dell'avversario per proseguire, come in X-COM e Worms;
  • Gioco di Ruolo (GDR o RPG, Role Playing Game): sono la controparte digitare dei giochi di ruolo da tavolo "alla D&D", quindi stiamo parlando di titoli con una forte componente narrativa ed una forte caratterizzazione dei personaggi, che sarà possibile "ruolare" ed interpretare... come in Dragon Age;
    • MMO RPG (Massively Multiplayer Online Role Playing Game): World Of Warcraft è il Re indiscusso degli MMO RPG. Stiamo parlando di normali giochi di ruolo online in cui potremo interagire in tempo reale con altri utenti;
    • Action RPG: uno dei miei generi preferiti. Stiamo parlando di un ibrido tra RPG ed Action, quindi avremo un gameplay molto frenetico ed una progressione del personaggio in stile gioco di ruolo, con statistiche e parametri annessi. Tutti i capitoli di Zelda sono degli Action RPG;
    • Rougelike: forse in pochi conoscono questo termine. Un rougelike è un videogame in cui, quando il nostro personaggio morirà, perderemo tutti i progressi, tranne quelli di trama (quindi solo armi, armature ecc). The Binding of Isaac è un rougelike;
    • J-RPG (Japanese Role Playing Game, Gioco di Ruolo Giapponese): con questa sigla ci si riferisce ad un gioco di ruolo giapponese come Final Fantasy. Generalmente nei J-RPG non ci si crea un personaggio, a differenza degli RPG occidentali;
    • Souls-Like: uno dei generi più recenti, nati dal famoso Demon Souls e dal suo successore, Dark Souls. Questi particolari giochi di ruolo ricalcano gli elementi principali dei Souls, come la gestione della stamina, della vita, la narrazione silenziosa, i tipi di armi, armature ed accessori, le boss fight ecc;
  • Simulazione: sono titoli simulativi della realtà. I simulatori più famosi sono quelli di guida come Assetto Corsa;
  • Sport: anche qui basta il nome stesso del genere... sono titoli dedicati a sport reali, come il calcio, il basket ed il rugby. Fifa, Madden e NBA sono classici videogiochi sportivi (di cui mi importa meno di zero);
  • Musicale: nei titoli musicali il giocatore dovrà seguire il ritmo di una canzone attraverso dei comandi sempre più complessi, come in Guitar Hero;
  • Corse: sono videogame basati esclusivamente sulle corse con veicoli automobilistici e non sono necessariamente simulativi. Un esempio è la celebre serie di Need For Speed;
  • Sopravvivenza (Survival): in un survival saremo chiamati, letteralmente, a sopravvivere. Per far ciò dovremo raccogliere cibo, costruire un rifugio, eliminare le minacce e garantire una buona salute al nostro personaggio. Qua gli esempi di sprecano, possiamo passare da The Forest a DayZ;
  • Horror: esattamente come per i film ed i fumetti horror, il titolo avrà l'obiettivo di spaventare e far provare ansia all'utente. Inoltre, spesso e volentieri, l'horror si mischia al survival, creando prodotti come Amnesia ed Outlast;
  • Party Game: avete presente Wii Play e Wii Party U? bene, quelli sono party game, ovvero videogiochi dove si gioca in più persone contemporaneamente;
  • eSport: ne ho parlato approfonditamente a questo, questo e questo link;
  • Puzzle (Rompicapo): sono videogiochi basati sulla risoluzione di enigmi usando astuzia ed ingegno. In questi titoli il rompicapo stesso è il fulcro del gameplay e non un'aggiunta. Alcuni esempi celebri sono Tetris e Dr. Mario.  
Chiaramente ho lasciato fuori molti generi minori come il sandbox (Minecraft), l'open world (GTA) e molti altri, proprio perché ho preferito concentrarmi sui concetti più importanti.
Fonti:
Wikipedia
PEGI
TV Tropes
AESVI - Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani

Fatemi sapere cosa ne pensate con un commento qui sotto o sui miei social (o cliccando su una delle tre reazioni disponibili)!
Essendo affiliato ad Amazon, se acquistate i prodotti linkati da me, una piccola percentuale andrà al sottoscritto senza alterare il prezzo del prodotto in alcun modo.

Potrebbero interessarti: