31 maggio 2017

La petizione anti-Far Cry 5 e il ruolo del consumatore - RIFLESSIONE

In questi giorni, dopo l'annuncio di Far Cry 5, è comparsa una bizzarra petizione che chiede a gran voce la cancellazione o la modifica radicale del titolo di casa Ubisoft. 
Per prima cosa vorrei sottolineare la follia di questo fenomeno che può esser inglobato nella censura più becera ed inutile visto che mira ad ostacolare il lavoro creativo di un team di sviluppo. 
In secondo luogo, chiarita la mia posizione di partenza, voglio cogliere l'occasione per parlare del ruolo che riveste il consumatore nel mercato dei videogiochi. 

Far Cry 5


I CONSUMATORI NON SONO GLI SVILUPPATORI.
Sembra un concetto banale, ma viene spesso dimenticato dalla massa dei videogiocatori: lasciate fare agli sviluppatori il loro lavoro. Se Ubisoft decide che deve essere fatto un gioco in un determinato modo, allora il team di sviluppo seguirà alla lettera le direttive ricevute. Punto.
Se il gioco non sarà apprezzato, verrà bocciato o, al contrario, promosso. Nel momento esatto in cui i consumatori avranno voce in capitolo circa lo sviluppo di un prodotto, sarà la fine del mercato e della creatività... vero Square Enix? 
Tralasciando le allusioni al triste destino che sta colpendo Final Fantasy XV, è essenziale lasciare libertà di manovra ai publisher di pubblicare quello che vogliono senza restrizioni di questo tipo...  finché non si cade nella diffamazione o in altri profili di reato, tutto è concesso nel mondo dell'arte


12 maggio 2017

Effetto Call of Duty - RIFLESSIONE

La notizia del nuovo CoD WWII ha fatto scalpore. 
Uno scalpore che associo all'immagine di un fuoco di paglia ormai anziano. 
Un fuoco di paglia illuso e tradito ripetutamente
Tutti gli anni esce CoD e tutti gli anni c'è sempre una grandissima attesa come se fosse il capitolo della svolta... ma non è così: non cambia mai niente. Probabilmente le vendite non calano, ma ormai è assodato che il brand è vecchio e che ha bisogno del defibrillatore per tornare in vita. Probabilmente Activision ha notato che l'ambientazione futuristica è stata un flop tremendo e ha deciso di puntare tutto su ciò che ha reso CoD uno dei più famosi sparatutto della storia, ovvero la Seconda Guerra Mondiale (ricordando i primissimi capitoli). Scrivo questo articolo con l'amarezza di chi non acquista un CoD da quando uscì MW3 nel 2011, e con la consapevolezza che probabilmente WWII non permetterà alla serie di uscire dal pantano in cui è finita da anni. 
Attenzione, non spero che anche quest'anno vada tutto in malora, anzi sarei felicissimo di vedere un successo planetario e duraturo per il semplice fatto che sarebbe una vittoria per i videogiocatori (che non avrebbero speso male i loro soldi).

cod wwii


Il mio consiglio da gamer è molto semplice: create titoli destinati ad esser giocati per lungo tempo. Ultimamente i CoD si spopolano nel giro di pochissime settimane perché hanno un contenuto che sazia l'utenza immediatamente. Questo approccio allo sviluppo è sbagliatissimo perché, per creare dei pilastri del medium, bisogna creare giochi che tengano incollati gli acquirenti per mesi al televisore... che li facciano innamorare di ciò che vedono.   
Nella speranza che WWII possa essere un capolavoro, vi do appuntamento al prossimo articolo.

cod wwii